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La Conferenza di Palermo: la pandemia ha arricchito la mafia e ora parte l'assalto ai fondi europei

Il direttore della Dia Maurizio Vallone alla Conferenza di Palermo

Ha preso il via stamattina nell’aula bunker del carcere dell'Ucciardone di Palermo, il luogo simbolo che ha ospitato il maxiprocesso a Cosa nostra, la seconda Conferenza operativa nell’ambito della Rete operativa antimafia @ON, sul tema Il contrasto alle organizzazioni criminali di altro livello e mafia style - Sfide per le forze di polizia e le autorità giudiziarie.

Luzi: «La crisi da Covid un'opportunità per le cosche»

Il comandante generale dell’arma dei Carabinieri, generale Teo Luzi, ha posto l’accento sulle occasioni per la mafia concesse dalla pandemia di Covid-19, spiegando come «la crisi economica derivante da quella sanitaria ha creato occasioni di profitto per la criminalità, specie quella mafiosa, che diventa essa stessa impresa condizionando oltre i confini nazionali la libera concorrenza. Bisogna cooperare a livello europeo per non consentire alle mafie di mettere le mani sui fondi Next Generation Ue».

Zafarana: «Attenti ai fondi europei»

Gli ha fatto eco il comandante generale della Guardia di Finanza, generale Giuseppe Zafarana, che ha sottolineato l'importanza di monitorare il flusso dei fondi del Pnrr senza che questi possano essere intercettati dalla criminalità: «Il nostro impegno è quello di monitorare le erogazioni del Pnrr che potrebbero attrarre gli interessi delle mafie, aprendo nuovi scenari e sfide europee. È un obiettivo importante impedire che i fondi dovuti alla pandemia possano cadere nelle mani della criminalità organizzata».

La cooperazione nella lotta alle mafie

Con il coordinamento della Dia - Direzione Investigativa Antimafia, la rete @ON è stata istituita tra i paesi Ue e le terze parti, e si pone il fine di rafforzare e promuovere la cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità organizzata e alle Mafie. L’Unione Europea ha dato il suo contributo concreto con un finanziamento europeo di 600.000 euro (denominato Onnet) in occasione della prima Conferenza Operativa e in relazione agli ottimi risultati raggiunti ha alzato a 2 milioni di euro i fondi per il successivo biennio. A rappresentare l’Italia nella rete la polizia di Stato, l’arma dei Carabinieri e il corpo della Guardia di Finanza, che affiancano la Dia. A Palermo presenti i maggiori rappresentanti delle forze di polizia italiane e dei nuclei investigativi europei.

Vallone: «Con la rete @ON spesi bene i soldi dell’Ue»

Ad aprire i lavori il direttore della Dia, Maurizio Vallone, che ha fatto il punto sui risultati ottenuti dalla rete @ON in questi anni: «L'Europa - ha detto - è pronta a inviare un nuovo finanziamento alla rete @ON per investire direttamente sugli investigatori che possono così occuparsi con maggior slancio in tutta Europa della criminalità organizzata. La rete funziona e ha portato risultati concreti, abbiamo preso quattro latitanti, sia italiani che stranieri, abbiamo eseguito 415 arresti, che è un numero significativo, oltre a sequestrare soldi in quantità. È la dimostrazione di come spendere soldi Ue in cose utili e pratiche».

Giannini: «Serve una strategia comune»

Atteso anche il discorso del capo della Polizia, Lamberto Giannini, che ha chiuso la prima sessione della giornata ricordando quanto sia fondamentale il tema della cooperazione: «È emersa l’importanza di una strategia comune di lotta alla mafia, di una condivisione dell’informazione, che è il necessario strumento per garantire un sistema efficace di prevenzione e di contrasto del sistema mafioso. Tutto questo - ha ribadito Giannini - deve avvenire in un contesto di strettissima cooperazione internazionale. È questo l’approccio vincente per un Paese che affronta minacce di vario genere».

Cafiero De Raho: «Superare i formalismi»

Dello stesso avviso il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, che nel contrasto alla criminalità organizzata ha chiesto di superare i rigidi formalismi e agire con piena collaborazione tra i vari paesi: «Contro la mafia serve uniformità nei sistemi di prevenzione e contrasto, ma soprattutto collaborazione internazionale. Per contrastare le mafie vanno organizzate tutte le informazioni in un unico armadio digitale condiviso da tutti i paesi d’Europa e facilmente consultabile per poter intervenire in maniera puntuale».

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