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Coronavirus, l'allarme di Confcommercio Palermo: "Campagna vaccini va a rilento"

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Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo

Confcommercio Palermo, con la sua presidente Patrizia Di Dio, rilancia l'allarme sull'andamento della campagna vaccinale in Sicilia, strettamente connesso ai temi delle riaperture delle attività commerciali.

"Finora abbiamo letto solo dati parziali. Da oggi, invece, facciamo un conto alla rovescia quotidiano per monitorare la data di fine campagna vaccinazione, unico dato che interessa le imprese. Il nostro 'countdown', nonostante tenga in considerazione la media dell'ultima settimana che è la migliore (12.677 vaccini al giorno), rivela che solo per completare la prima dose in Sicilia sarebbero necessari altri 271 giorni. Arriveremmo cioè al 23 dicembre 2021. Chissà quando potremo tornare alla normalità con il completamento della seconda dose", spiega.

"È solo uno il dato che vogliamo sapere - chiede la Di Dio -, quello della reale fine della campagna di vaccinazione: nessuno ci ha ancora detto quando terminerà. È evidente che imprenditori e commercianti non possono aspettare senza conoscere la data del ritorno alla normalità. Insistiamo nel chiedere che vengano immediatamente erogati sostegni più adeguati alle imprese e diciamo basta a ulteriori periodi di chiusura forzata, frutto di disposizioni irrazionali, confuse e dunque spesso inique. Si lavori per una veloce riapertura in sicurezza di tutte le attività commerciali che, tra l'altro, come è stato dimostrato, non sono certo luoghi di diffusione del contagio perché applicano rigorosamente i protocolli di sicurezza".

Intanto, organizzata da Confinpresa in piazza Pretoria a Palermo davanti alla sede del Comune, domani si terrà la protesta degli ambulanti che lavorano nei mercati.

"La manifestazione degli ambulanti - dice il coordinatore regionale Giovanni Felice - sarà contro l'utilizzo di dati sui contagi ballerini, che condizionano i provvedimenti di chiusura delle attività e dei mercatini. Chiediamo provvedimenti proporzionati al rischio ed efficaci. Protestiamo anche contro i costi inutili per colpa dell'eccesso della burocrazia nei provvedimenti per il rinnovo delle concessioni e contro un regolamento del canone unico che prevede un aumento della Tosap e della Tari che arriva oltre il 70%".

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