PRONTI 7 MILIONI

Reddito di cittadinanza per 16mila palermitani: dal Comune pronti fondi per impiegarli

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Sono 16 mila le persone che percepiscono il reddito di cittadinanza a Palermo e provincia e che potrebbero essere ritenute abili al lavoro. Questi i dati che emergono da una prima stima effettuata dal Comune di Palermo.

Ma prima di poterli fare lavorare è necessario che il governo nazionale scriva il decreto attuativo per permettere ai Comuni e alle Pubbliche amministrazioni di capire come poter impiegare le persone che percepiscono il reddito di cittadinanza. Tutti coloro che ricevono Rdc, dovrebbero lavorare da un minimo di otto ore settimanali ad un massimo di 16 ore. Ma anche sul numero esatto di ore non c’è ancora chiarezza.

Intanto, il Comune di Palermo in previsione ha stanziato 7 milioni in bilancio. “Queste somme serviranno alle coperture assicurative, ma anche alle tute, scarpe da lavoro e attrezzi che serviranno ad impiegare i cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza - spiega il sindaco Leoluca Orlando –. Non sappiamo se queste somme basteranno perché a seconda dei lavori che svolgeranno potrebbero servire più soldi per dotarli di attrezzature. Resta un nodo fondamentale da sciogliere. Ogni squadra di lavoratori dovrà essere guidata da un Rup, che è un dipendente comunale che verrà distolto dal suo lavoro per affidarlo alla guida e al coordinamento di questi lavoratori. Già il nostro organico è carente di personale e questo sarà un problema per il buon funzionamento della macchina comunale”.

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Molti i dubbi anche sui tempi di avviamento di queste persone al lavoro. Proprio ieri sono iniziate le selezioni dei navigator con 53.907 candidati per 2.980 posti. Luigi Di Maio ha promesso che saranno al lavoro entro settembre.

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“Una proiezione assolutamente ottimistica – commenta Leoluca Orlando – considerando che ci potrebbero essere alti tassi di ricorsi che potrebbero rallentare l’iter d’insediamento di queste figure nei centri per l’impiego. Solo dal momento i cui queste persone inizieranno i colloqui, si potrà veramente capire quanta forza lavoro è realmente disponibile a Palermo”.

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