Questo sito contribuisce all’audience di Quotidiano Nazionale

Nell’anno delle Radici italiane del mondo, 46 borghi siciliani aprono le porte di centinaia di tesori nascosti

Dal 10 al 26 maggio la quarta edizione del festival. Testimonial Sasà Salvaggio, uno dei volti più amati tra le comunità di italiani all’estero

I sindaci del Borghi dei Tesori Roots Fest

Dal 10 al 26 maggio in Sicilia arriva la quarta edizione del festival Borghi dei Tesori, alla scoperta dei luoghi magici dell'Isola. Si potrà ascoltare un concerto in un eremo al tramonto o visitare una cava di marmo e scendere con gli speleologi in una grotta piena di stalagmiti; imparare a cucinare un dolce tradizionale con le donne del borgo, fare yoga con le mucche; perdersi tra merletti di stucco, bassorilievi delicati, castelli arabi e torri fortificate; andar per laghetti, per sentieri, seguire un’ex ferrovia o raggiungere una misteriosa città sicana sulla vetta; contare quanti borghi possiedono un rabat arabo e quanti un castello federiciano; salire su una barca e perdersi tra due mari, camminare sulla Via Francigena, capire che i terreni tolti alla mafia possono richiamare i giovani nell’Isola. E soprattutto scoprire i luoghi e le tradizioni che sono testimoni dell’emigrazione in Sicilia: musei, conventi, artigiani, luoghi di memoria che gettano un ponte con gli 8 milioni di siculo-discendenti sparsi per il mondo.

Inoltre, siccome il cibo è una delle memorie più salde e preziose, si potranno assaggiare ovunque i cibi della tradizione, scoprendo che il cucciddato è un dolce di Natale di Prizzi, che la ’mbriulata durava settimane nelle bisacce dei contadini di Sutera, che la pasta antica non è salata ma è un dolce squisito di Montelepre, che le dame ebbero dedicate corone dolci, che lo sfincione cucinato insieme è più buono. Ovunque si potranno seguire laboratori gastronomici, partecipare a percorsi per i vicoli, ripercorrere le proprie radici. Perché la Sicilia si scopre mettendo in campo tutti e cinque i sensi, nessuno escluso.

Quest’anno il festival Borghi dei Tesori non solo anticipa la sua quarta edizione alla primavera, stagione in cui ognuno di questi 46 piccoli comuni è un tripudio e di natura (fiori, sagre, feste), ma si lega con forza all’Anno del Turismo delle radici, progetto del Ministero degli Esteri, attraverso la sua antenna territoriale, Italea Sicilia, guidata da Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori. Il nome Italea richiama il termine botanico talea, con cui si indica la parte di una pianta che, staccata dalla madre, genera una nuova pianta. Gli emigrati dalla Sicilia sono tante talee sparse per il mondo, e l’Isola è la pianta madre. E allora quale miglior gadget del progetto che fogli di carta biodegradabili che racchiudono semi scelti con la consulenza dell’Orto Botanico, il magnifico giardino scientifico dell’Università di Palermo, scrigno di biodiversità che l’anno prossimo compirà 230 anni e che è partner del progetto? Basterà mettere la carta sul terreno, innaffiare, e fioriranno le essenze dei borghi. Borghi dei Tesori Roots Festival è quindi parte quest’anno del progetto Italea Sicilia, che sceglie come testimonial uno dei volti più amati tra le comunità di italiani all’estero: Sasà Salvaggio aprirà virtualmente le braccia di questa Sicilia accogliente e autentica, rilanciando le esperienze del Festival sui suoi canali digitali seguitissimi in tutto il mondo da migliaia di siculo-discendenti.

Nella foto i sindaci del Borghi dei Tesori Roots Fest

 

 

Persone:

Caricamento commenti

Commenta la notizia