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Il festival dei borghi siciliani, Laura Anello: «Stop allo spopolamento, valorizziamo luoghi straordinari col contributo dei giovani»

Sasà Salvaggio, testimonial della rassegna: «È un bel riconoscimento per il lavoro che faccio nel mondo. Ormai sono un ponte con gli isolani che vivono all’estero. Dobbiamo essere legati alle nostre radici»

Dal 10 al 26 maggio in Sicilia torna il Festival dei borghi, una manifestazione che punta sul coinvolgimento dei giovani, che fa parte, spiega l’organizzazione, del processo di rigenerazione sociale e di riappropriazione identitaria che la Fondazione Le Vie dei Tesori conduce insieme con i Comuni e con l’Ufficio Scolastico Regionale per far riscoprire uno straordinario patrimonio nascosto, favorire la nascita di nuovi itinerari turistici, contrastare processi di spopolamento.

«Quello dei borghi – dice Laura Anello, presidente delle Vie dei Tesori – è il nostro progetto più sfidante, quello di fare del patrimonio di questi piccoli comuni la leva per invertire la rotta dello spopolamento, valorizzando luoghi e itinerari straordinari con il contributo dei giovani. A partire da questa nostra esperienza ci siamo candidati con successo a rappresentare il progetto Italea in Sicilia. Ci piace pensare che i discendenti degli emigrati, che rappresentano uno straordinario potenziale turistico ed economico per i luoghi d’origine, possano aiutare i giovani di oggi a non emigrare più per necessità».

«È un bel riconoscimento – dice Sasà Salvaggio, testimonial della rassegna, scelto per il suo feeling con le comunità di italiani all’estero – per il lavoro che faccio nel mondo. Ormai sono un ponte tra la Sicilia e i siciliani che vivono all’estero. E tra loro trovo cose che qui abbiamo dimenticato. Dobbiamo essere legati alle nostre radici».

«Il nostro Orto Botanico che è scrigno prezioso del mondo vegetale, con piante arrivate da ogni angolo del pianeta – dice il rettore dell'Università di Palermo Massimo Midiri, affiancato dal presidente del Sistema museale d’Ateneo, Michelangelo Gruttadauria – adesso viaggerà nel mondo per fare conoscere il suo straordinario patrimonio di biodiversità. L’Universitá di Palermo aderisce così al progetto Italea Sicilia, l’antenna territoriale del ministero degli Esteri, per fare arrivare i fiori dei campi siciliani ai discendenti degli emigrati sparsi nel mondo, sperando che vengano presto a sentirne il profumo nella loro terra di origine, scoprendo una terra che è cambiata dai tempi dei loro avi, una terra capace di sviluppo e innovazione da cui speriamo si emigri sempre meno».

«La Fondazione Sicilia aderisce con convinzione a un'iniziativa come questa - commenta il presidente Raffaele Bonsignore - che rafforza i legami tra i territori e le culture attraverso le radici e la riappropriazione dei luoghi. Da sempre, la Fondazione Sicilia ha messo al primo posto la promozione dell'isola in ogni sua declinazione, anche con interventi di rivalutazione e rigenerazione di borghi a rischio di spopolamento. È indispensabile che questi piccoli centri, unici al mondo, diventino anche un'occasione di lavoro per i tanti giovani che non dovranno più, speriamo presto, essere obbligati a lasciare la propria terra. In questo senso il turismo delle radici può e deve aprire nuove strade».

«Questo virtuoso progetto - dichiara Enrica Ronchini, responsabile Relazioni Esterne di Igt - prevede, oltre alla mappatura e digitalizzazione dei siti culturali, anche la formazione di giovani delle comunità locali che saranno preparati a conoscere e raccontare la propria terra, anche attraverso strumenti digitali. Formazione dei giovani, valorizzazione del patrimonio storico-artistico italiano e innovazione tecnologica sono i cardini del nostro impegno verso la comunità che si concretizzano pienamente nel Borghi dei Tesori Roots Fest, permettendoci di condividere i valori che ci guidano e ci legano alle radici del Paese».

Anna Prizzi per Usr (Ufficio Scolastico Regionale) ha sottolineato «il grande lavoro condotto con i ragazzi è bellissimo: con lo storytelling riescono a raccontare all’esterno, luoghi, valori, testimonianze. Potrà essere il loro lavoro del futuro con la consapevolezza di appartenere ad un territorio che ha delle prospettive future».

 

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