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Palermo, Donatella Finocchiaro racconta il coraggio del giudice Chinnici

«E’ stato un magistrato moderno, le sue intuizioni e i suoi metodi di indagine innovativi lo hanno reso uno dei padri dell’ordinamento antimafia che ancora oggi applichiamo. Faceva scelte dirompenti, andava oltre gli schemi». Così Caterina Chinnici, magistrato ed europarlamentare del Pd, ricorda il padre Rocco, giudice istruttore ucciso dalla mafia, a Palermo, il 29 luglio 1983, in un attentato davanti al portone del palazzo in cui abitava, dove fu fatta esplodere un’auto carica di tritolo.
Caterina Chinnici ha partecipato alla presentazione dello spettacolo teatrale dedicato al padre: «Rocco Chinnici - il coraggio e la passione di un padre magistrato», che andrà in scena domani sera al Teatro Santa Cecilia, nel capoluogo siciliano, in prima nazionale. Il lavoro teatrale è diretto da Ugo Bentivegna (che con Giuditta Perriera ha anche scritto il testo), in scena Donatella Finocchiaro e Roberto Burgio.
«Quella di allora - aggiunge catarina chinnici parlando in conferenza stampa alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Palermo Leoluca Orlando,del regista e dei due attori - era una Palermo indifferente e acquiescente, dove la parola mafia non era neanche pronunciata. Lui e quei pochi colleghi componenti del gruppo di lavoro poi denominato pool antimafia erano incompresi. E isolati, anche in senso culturale. Questo clima nel quale lavoravano fu poi definito ‘una paludè da Paolo Borsellino. Ma in questo clima mio padre non perse mai la spinta morale per portare avanti quel suo impegno».
Per la protagonista dello spettacolo, Donatella Finocchiaro, che interpreta caterina, «Chinnici era un padre perfetto. Noi donne siamo sempre innamorate dei nostri padri, li vediamo come eroi. Chinnici lo era veramente e sacrificò la sua vita per lottare contro la mafia. Ed era un padre sempre presente, che la mattina trovava il tempo di portare il caffè a letto a Caterina». Un padre che accompagnò la figlia a Roma, per il concorso in magistratura, e che quando lo vinse le regalò una copia del Codice civile, dicendole: «Qui c’è tutto».
Per Orlando «questo spettacolo rende omaggio alla storia straordinaria di un profeta. Rocco Chinnici, infatti, è stato profeta della legalità in un tempo nel quale i suoi avversari stavano nel Palazzo di giustizia e nelle istituzioni. Un tempo in cui la mafia aveva il volto dello Stato».
Le musiche dello spettacolo sono di Rosario Di Bella, le scene e i costumi di Erminia Palmieri, il video di Ezio Martorana; Gianluca Anfuso è l’aiuto regia.

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