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"Tutti giù per terra", a Palermo la crisi di oggi raccontata con un sorriso

Il romanzo, che fu prima un sorprendente bestseller e poi un tenace longseller, raccontava le peripezie di quello che è stato definito “il primo precario della narrativa italiana”

PALERMO. Lo scrittore Giuseppe Culicchia e l’attrice Federica Mafucci sono i protagonisti dell’insolito spettacolo Tutti giù per terra remixed, in scena nella Sala Strehler del Teatro Biondo Stabile di Palermo, stasera alle ore 21. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. Prendendo spunto dalla nuova edizione del suo romanzo d’esordio, Tutti giù per terra, dal quale è stato tratto l’omonimo film di Davide Ferrario interpretato da Valerio Mastrandrea, Culicchia sovverte tutte le regole della classica presentazione libraria dando vita a un’“antipresentazione”. Tra letture corroboranti e gag esilaranti, Tutti giù per terra remixed è un reading spettacolare del tutto fuori dagli schemi.

Giuseppe Culicchia e Federica Mafucci hanno iniziato la loro collaborazione lo scorso anno in occasione del reading/spettacolo tratto dal libro E così vorresti fare lo scrittore. Da allora, hanno proposto diverse iniziative teatrali legate alla letteratura, in teatri, festival, librerie, biblioteche, musei, locali notturni e perfino su un battello.

Quando, nell’aprile del 1994, uscì per Garzanti la prima edizione di Tutti giù per terra, Giuseppe Culicchia aveva 28 anni e lavorava in una libreria torinese che oggi non esiste più, sostituita da un grande Apple Store. Tutti giù per terra era stato scritto prima a mano, poi su una Remington portatile, sull’onda dell'incoraggiamento di Pier Vittorio Tondelli. Il romanzo, che fu prima un sorprendente bestseller e poi un tenace longseller, raccontava le peripezie di quello che è stato definito “il primo precario della narrativa italiana”. Walter, vero figlio degli “anni di plastica”, rasato a zero, nato “troppo tardi per tutto”, a cominciare dal Sessantotto e dal Settantasette, si ritrovava davanti un futuro privo di prospettive.

Vent’anni dopo, forte dell’amore che i lettori continuano a provare verso il suo personaggio, Culicchia compie un esperimento letterario che è una cartina al tornasole sul senso dei personaggi e delle persone in carne e ossa, della narrazione e della vita vera: racconta la storia di Walter ambientandola ai giorni nostri. L’esperimento riesce talmente bene da apparire inquietante.

Con la sua penna ironica e affilata, dissacrante ma anche profondamente partecipe, Culicchia ci racconta i giovani di questi nostri anni con lo stesso spietato amore con cui narrava quelli di ieri, mostrandoci come lo scarto tra allora e oggi, per alcuni versi vertiginoso, sia per altri minimo. E forse il solo modo per uscire dall’impasse in cui ci ritroviamo, per combattere una crisi sempre più profonda, sta allora come oggi nel provare a strutturarla in una narrazione, senza smettere di cercare le parole per raccontarla, con la sua disperazione e la sua irriducibile speranza.

Giuseppe Culicchia (Torino 1965) ha esordito con il romanzo Tutti giù per terra nel 1994, da cui è stato tratto l’omonimo film di Davide Ferrario con Valerio Mastrandrea. In seguito, ha pubblicato una ventina di libri con i maggiori editori italiani, e ha tradotto, tra gli altri, Mark Twain, Francis Scott Fitzgerald e Bret Easton Ellis.

Federica Mafucci (Arezzo 1986) ha conseguito il diploma in Arti Performative e del Teatro all’Atelier Teatro Fisico di Philip Radice. Dal 2013 cura e interpreta i reading-spettacolo insieme a Giuseppe Culicchia.

© Riproduzione riservata

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