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L'inchiesta sul santone di Collesano, facevano scorte di provviste e armi nel rifugio per l’apocalisse

Nella comunità Casa Mariana si preparavano alla fine del mondo ed erano pronti anche a impugnare una pistola

Si preparavano alla fine del mondo ed erano pronti anche a impugnare una pistola. Nella comunità Casa Mariana di Collesano, oltre alle provviste e a un rifugio, bisognava sapere usare le armi per tenere lontani eventuali intrusioni da parte di chi non era riuscito a attrezzarsi per sopravvivere all’apocalisse.

Ne erano convinti l’ex frate Giambattista Scozzaro e C.M., un medico palermitano di 50 anni nonché il suo seguace più fedele, finito ai domiciliari assieme al religioso con l’accusa di avere isolato i figli manipolandoli contro la madre - anche lei medico - dalla quale si stava separando. Per questo motivo dentro la comunità, realizzata da padre Giulio grazie anche alle donazioni dei suoi fedeli, avrebbero fatto scorte di cibo ma si sarebbero preparati a respingere gli eventuali saccheggi con tutti i mezzi, perfino a colpi di proiettile.

Le indagini della polizia hanno ricostruito uno scenario che riporta ai «preppers», cioè ai cosiddetti survivalisti che temono una catastrofe naturale come una pandemia, un drastico cambiamento climatico, lo scoppio di una guerra nucleare o un collasso finanziario globale. Gruppi che, dall’arrivo del Covid, sono aumentati sempre più: in questo caso, però - oltre a procurarsi i viveri, saper allestire un alloggio adeguato e essere in grado di curarsi – era necessario prepararsi per riuscire a difendersi. L’adepto del Santone si era trasferito nelle Madonie con la moglie e i figli: la famiglia – benestante – era tra le prime a sostenere Casa Mariana con importanti elargizioni di denaro ma doveva essere a disposizione anche per effettuare i lavori all’interno del luogo di culto, da quelli di ristrutturazione fino alla cura dell’orto e alle faccende domestiche. Dentro, secondo i racconti di alcuni figli della coppia, fanatismo religioso e violenza psicologica l’avrebbero fatta da padrone soprattutto da quando la madre, nel 2019, decise di lasciare il marito. Ma il contesto, all’insegna della paura, padre Giulio lo avrebbe trasmesso anche ad altri fedeli: in alcune intercettazioni, infatti, l’ex sacerdote avrebbe invitato chi frequentava il suo eremo a liberarsi dai beni materiali perché considerati fardelli inutili visto l’imminente arrivo della distruzione globale. E per avvalorare le sue parole, infondendo il terrore in chi lo ascoltava, utilizzava come esempio i fatti di cronaca citando il terremoto in Turchia, il vaiolo delle scimmie o la guerra tra Russia e Ucraina suggerendo che altri flagelli divini – a suo parere – li avrebbero colpiti. La figlia del medico, braccio destro dell’ex frate, aveva poi confermato tutto agli agenti, i quali - nel corso di una perquisizione – si erano trovati davanti a una grande quantità di generi alimentari conservati nei locali sotterranei di Casa Mariana.

«Diciamo che poi ogni giorno cambiava anche tipologia di fine del mondo – è la testimonianza della ragazza contenuta nell’informativa della polizia consegnata ai magistrati - secondo le notizie del telegiornale e le indicazioni di padre Giulio. Tutto questo doveva rimanere segreto perché le persone potevano venire a rubarci le scorte. Papà si era informato anche per avere un porto d’armi, questo gli sarebbe servito per difendersi dalle persone quando sarebbe arrivata la carestia.Per questo era andato a chiedere informazioni a chi gestisce il poligono a Collesano».

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