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L'INCHIESTA

Carte truccate per i contributi Ue: revocato l'obbligo di firma ad un 60enne di Castronovo

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È cessato per Salvatore Di Martino l’obbligo di presentazione per tre giorni alla settimana negli uffici della caserma cittadina dei carabinieri perché reo, secondo gli inquirenti, di essere un anello della catena di malaffare che ha visto protagonisti funzionari e professionisti attivamente impegnati nel reperire illecitamente fondi dell’Unione europea destinati a finanziare progetti milionari nell’ambito del settore agricolo.

Lo scorso giugno, il nome del sessantenne castronovese finì nell’elenco dei 22 indagati dell’inchiesta “Amici miei atto II” eseguita dai finanzieri del Comando provinciale di Palermo su disposizione del gip di Termini Imerese e su richiesta della Procura europea (Eppo - European Public Prosecutor's Office). In dodici finirono agli arrestati domiciliari, mentre dieci vennero costretti all’obbligo di firma. L’operazione mise le mani anche su disponibilità finanziarie e di beni per 2,5 milioni di euro. Secondo i finanzieri di Palermo, una rete di funzionari pubblici e professionisti aveva realizzato un sistema per accaparrarsi i ricchi contributi destinati al comparto. Le accuse sono di associazione a delinquere, corruzione e truffe ai danni dell’Unione europea, dello Stato e della Regione siciliana.

Nel dettaglio, i reati contestati sono a vario titolo anche quelli di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio, falso, distruzione e occultamento di atti e rivelazione di segreto d’ufficio. Ai raggi “X” della Guardia di Finanza finì l’iter di concessione dei finanziamenti in agricoltura, europei e nazionali, nell’ambito del Psr (Programma di sviluppo rurale) 2007/2013 e 2014/2020, gestiti dall’Ipa (Ispettorato provinciale dell’agricoltura) della Regione Siciliana, ente deputato alla valutazione circa l’ammissibilità delle istanze volte ad ottenere le provvidenze.

L’inchiesta si inserisce nell’ambito di un ulteriore filone dell’operazione «Gulasch-Amici Miei» che aveva già portato nel mese di marzo 2020 ad eseguire numerosi provvedimenti cautelari personali e reali.

E mentre le indagini e processi proseguono a ritmo serrato, la Sezione per il riesame dei provvedimenti restrittivi della libertà personale e dei sequestri del Tribunale di Palermo, presieduto dalla dottoressa Antonina Pappalardo, ha accolto la richiesta di revisione presentata dall’avvocato Salvatore Militello del foro di Termini Imerese, annullando l’ordinanza del Gip termitano che aveva imposto a Salvatore Di Martino di presentarsi il lunedì, mercoledì e venerdì presso il locale comando di polizia giudiziaria per apporre la propria firma.

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