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Il blitz di Palermo: i boss potrebbero avere procurato voti a candidati delle ultime Amministrative

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Nell’operazione dei carabinieri sfociata in diciotto fermi, un capitolo delle indagini potrebbe riservare sorprese anche su un possibile appoggio dato dalla mafia a candidati amici in occasione delle recenti elezioni amministrative a Palermo. Nel formulare l’accusa di 416 bis ai capi del clan di Porta Nuova, i magistrati hanno usato la formula rituale secondo la quale, tra gli altri obiettivi dei capi, c’è quello di controllare appalti e servizi pubblici, impedire e ostacolare il libero esercizio del voto, procacciando consensi. Alcuni nomi degli indagati sono coperti da omissis e si attende il deposito degli atti dell’inchiesta per saperne di più.

I boss coinvolti nell’inchiesta, rispettando una vecchia prassi, avrebbero potuto procurare voti ad alcuni candidati. Certamente alcuni di loro erano sotto intercettazione ambientale o telefonica da tempo e le loro mosse sono state registrate passo dopo passo dagli investigatori.

In occasione del voto per il rinnovo del Consiglio comunale, gli inquirenti hanno compiuto arresti sospettando l’appoggio di esponenti di Cosa nostra ad alcuni candidati. Il 10 giugno erano stati arrestati il candidato di FdI Francesco Lombardo e il boss Vincenzo Vella, accusati di scambio elettorale politico-mafioso a ridosso delle elezioni comunali. Nei giorni scorsi il tribunale della libertà ha riqualificato il reato in corruzione elettorale e, considerate non più sussistenti le esigenze cautelari, li ha rimessi in libertà. Lombardo, che ha preso 159 voti, è accusato di aver stretto un patto elettorale con il capomafia di Brancaccio al quale, in cambio di voti, avrebbe garantito appoggio.

Qualche giorno prima, con le stesse accuse, erano stati arrestati anche il costruttore dell’Uditore Agostino Sansone, componente di una famiglia in vista nel panorama di Cosa nostra, e il candidato consigliere di FI Pietro Polizzi (che ha avuto 55 voti), per i quali il carcere è stato confermato. L’aspirante consigliere comunale, il 28 maggio, avrebbe incontrato il mafioso e gli avrebbe chiesto il sostegno alle elezioni del 12 giugno. Secondo la versione fornita da Sansone, l’incontro sarebbe stato organizzato per chiedere aiuto a Polizzi, impiegato a Riscossione Sicilia, in relazione a vicende legate a pratiche relative a cartelle esattoriali.

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