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Palermo, i soldi del costruttore Zummo ex socio di Ciancimino: interrogato il commercialista

Palermo, Cronaca
Uno dei beni sequestrati a Zummo a Palermo

Nuovo interrogatorio in carcere per Fabio Petruzzella, il commercialista arrestato a Palermo con l’accusa di avere riciclato i soldi sporchi del costruttore Francesco Zummo, ex socio di Vito Ciancimino. Il professionista, arrestato lo scorso novembre. è stato sentito dagli inquirenti in merito ai capitali che avrebbe cercato di spostare dall’Albania in un altro paese estero e in buona sostanza ha ripetuto la stessa versione fornita subito dopo essere finito in carcere.

Ha ammesso di avere agito per conto di Zummo, ma sempre rispettando le regole del suo mandato. Una operazione lecita in sostanza, ma la procura non è affatto di questo avviso. Adesso tutta la vicenda sembra ruotare su un aspetto tecnico giuridico: le attività di Petruzzella costituiscono reato e dunque si configura il riciclaggio, oppure no? I legali che assistono il commercialista, gli avvocati Roberto Tricoli e Luigi Miceli, contano di chiarire carte alla mano la vicenda. In sostanza, secondo la tesi della difesa, i milioni di euro erano stati effettivamente trasferiti dal Liechtenstein fino a Tirana ma quell’operazione avrebbe avuto una «giustificazione giuridica».

Nel frattempo però Petruzzella è ancora recluso nel carcere di Pagliarelli, oltre due mesi di custodia cautelare. Lo scorso mese il tribunale del Riesame ha negato la scarcerazione, accogliendo l’istanza della procura, l’indagine era condotta dal procuratore Francesco Lo Voi, oggi a Roma, e dall’aggiunto Marzia Sabella che nel frattempo svolge la funzione di vicario al vertice della procura.

Per un capo di imputazione sono stati riconosciuti al professionista i domiciliari ed è caduta l’aggravante di mafia, ma per l’accusa principale è stata confermata la custodia in carcere.

Ma quanti erano questi soldi che per l’accusa sarebbero stati riciclati? Quattro milioni sarebbero serviti per l’acquisto di un bond argentino e la fetta più grande, circa 18 milioni e 400 mila euro, dai due fondi fiduciari in Liechtenstein, attraverso la Banca di Stato del Canton Ticino, erano stati spostati su un conto all’Alpha Bank di Tirana. Parte di quei capitali (13 milioni e 700 mila) in passato erano stati «già oggetto di confisca», rilevano gli inquirenti. Ma da lì, grazie proprio a Petruzzella, dovevano «sparire» e finire nei forzieri di una banca di Hong Kong o di Singapore.

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