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LA CARRIERA

Dal Csm ai 7 anni alla guida della Procura di Palermo: ecco il profilo di Lo Voi

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Francesco Lo Voi, nuovo procuratore capo a Roma

Dal 2014 alla guida della procura di Palermo, avamposto nella lotta alla criminalità mafiosa. E in precedenza membro italiano ad Eurojust , consigliere togato del Csm ,sostituto procuratore generale in Cassazione e a Palermo (dove è stato anche pm alla procura ordinaria). Sono le tappe principali della lunga e variegata carriera di Francesco Lo Voi, il nuovo capo della procura di Roma.

Una carriera cominciata nel 1981 e che lo ha visto per più di 20 anni negli uffici giudiziari di Palermo, sostenendo l’accusa in indagini e processi importanti: dalle numerosissime inchieste a carico di boss e capiclan, sino ad arrivare ad oggi ,al dibattimento in corso su Open Arms, che vede l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini imputato di sequestro di persona.
Nel capoluogo siciliano Lo Voi - che ha 64 anni ed è sposato con una collega, Gedi Seminara - approda nel 1986 come pretore dopo una parentesi come giudice al tribunale di Caltanissetta. Nel 1990 passa alla procura ordinaria e subito va alla Direzione distrettuale antimafia. Sono gli anni di indagini di grandissima delicatezza e rilievo nate dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia come Balduccio Di Maggio, Santino Di Matteo, Gioacchino La Barbera, e durante i quali Lo Voi si occupa anche dell’omicidio di Ignazio Salvo.
Incaricato del coordinamento delle forze di polizia per la ricerca di numerosi latitanti di Cosa Nostra, fa centro con la cattura di Giuseppe, Gregorio e Romualdo Agrigento, di Leoluca Bagarella, di Giovanni e di Enzo Salvatore Brusca, di Antonino Mangano.

Nel 1997 Lo Voi passa alla Procura Generale di Palermo e anche lì da sostituto Pg sostiene l’accusa in delicati dibattimenti di criminalità organizzata, a partire dal processo per l’omicidio di Padre Puglisi. Dal luglio 2002 al gennaio 2007 è consigliere del Csm, eletto con Magistratura Indipendente. A fine mandato l’esperienza alla Procura Generale presso la Cassazione, interrotta quando a gennaio si trasferisce all’Aja per assumere l’incarico di membro nazionale di Eurojust.

Nel 2014 il Csm lo nomina con 13 voti procuratore di Palermo , ma si spacca: dei consiglieri togati sostengono Lo Voi solo quelli di Magistratura Indipendente, assieme a tutti i componenti laici. Gli altri votano Sergio Lari e Guido Lo Forte, all’epoca rispettivamente procuratore di Caltanissetta e Messina.

Arrivato alla guida della procura di Palermo, Lo Voi assume personalmente la Direzione della Dda e porta un metodo nella procura: scambio di informazioni con i suoi aggiunti e sostituti sui procedimenti di maggiore complessità, in modo da prendere insieme le decisioni più delicate. I risultati della sua gestione, legati ai rilevanti procedimenti aperti della procura di Palermo sia in materia di mafia sia nella lotta alla traffico degli esseri umani, lungo la rotta dei migranti, sono resi evidenti anche dai numeri. Come quelli delle pendenze, passate in 4 anni da 20.743 a 15.770. E delle richieste di misure cautelari della procura accolte dal gip: 135 nei confronti di 1.257 indagati dal 2015 al 2018.

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