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LERCARA FRIDDI

"A scuola alunne coi capelli raccolti e alunni coi capelli corti": e c'è chi contesta la regola antipidocchi

di
scuola, Palermo, Cronaca
Istituto Alfonso Giordano Lercara Friddi plesso Scianna

Circolari troppo "severe" per alcuni genitori di studenti della scuola secondaria di I grado dell'Istituto Alfonso Giordano di Lercara Friddi che hanno scritto a redazioneweb@gds.it per lamentare una certa rigidità "soprattutto nei toni nel 2021". La prima circolare riguarda la pediculosi, dove sta scritto "Si raccomanda ai docenti di concordare e tenere delle lezioni di igiene personale, per sensibilizzare gli alunni a portare sempre puliti i capelli, nello specifico per i maschietti devono essere corti, comunque non molto lunghi, per le femminucce legati ed in ordine".

Il dirigente scolastico, Vincenzo Di Salvo, interpellato da gds.it, ha spiegato che ci sono "disposizioni ministeriali. La pediculosi non può essere trattata come causa di isolamento di un bambino anzi viene detto di non porre in difficoltà chi ne è affetto e quindi abbiamo regole chiare affinchè ci sia la compartecipazione di genitori ed insegnanti nell'osservazione del fenomeno. Per quanto riguarda tenere i capelli corti nei maschietti o legati nelle femminucce,  è un consiglio, una indicazione dettati da regole ministeriali ma non c'è alcun obbligo. Si tratta soltanto di prevenzione, non sono misure coercitive ma indicazioni".

Altra circolare "severa" sarebbe quella relativa alla refezione scolastica. Nella circolare sta scritto che non essendo ancora partito il servizio di refezione scolastica "Viste le misure emergenziali dovute al Covid-19 e in attesa dell’attivazione, si prevede la possibilità per gli alunni/e di consumare all’interno delle aule un pasto domestico portato da casa". E successivamente si specifica che "la richiesta di uscita ed entrata fuori orario, per prelevare i figli da scuola all’ora di pranzo per far consumare il pasto altrove e riaccompagnarli successivamente a scuola, non è autorizzabile salvo casi eccezionali documentati (esempio: prescrizioni mediche, urgenze motivate). Infatti, l’allontanamento dalla scuola implica la perdita di una parte del tempo scuola destinato al pranzo comune, che ha funzione educativa, non solo ricreativa. Il tempo mensa costituisce parte dell’offerta formativa, come le ore dedicate alle attività didattiche". Non poter prelevare i figli e riportarli a scuola ha sollevato altro malumore tra alcuni genitori che hanno percepito nella circolare un "rifiuto di far entrare i nostri figli a scuola qualora si assentassero per la mensa".

"Le normative che riguardano l'orario scolastico - ricorda il dirigente scolastico - sono regolamentate dal Dpr 81/2009 e 89/2009 dove viene definito tutto il funzionamento. Nel caso del tempo prolungato nella scuola secondaria di primo grado, l'89/2009 specifica che il numero delle ore da svolgere è di 36 settimanali e viene precisato, da più parti, che l'ora di mensa è ora di attività didattica. Noi - continua Di Salvo - non diciamo che non possono andare via. Il genitore che ha la patria potestà lo può prendere prima ma, in base all'89/2009, si tratta di ore di assenza che vanno conteggiate. Il decreto legislativo 62 del 2017 è però chiaro: specifica che nel caso in cui un alunno abbia un numero di ore di assenza superiore di un quarto non può essere valutato. Sommando le ore di assenza della mensa il limite verrebbe superato e quindi che facciamo? Le ore di mensa rientrano come attività didattica per cui io non posso negare al padre di prendere il figlio ma il bambino risulterà assente in quell'ora".

"Io sono dirigente dal primo settembre e ho trovato tutti gli alunni con frequenza del tempo prolungato e il Dpr dell'89 - prosegue - mi obbliga a considerarli assenti se non partecipano alla mensa. Oltre a ciò c'è da dire che il dirigente scolastico che non ottemperi andrebbe a causare un danno all'erario perchè ci sarebbe personale scolastico in più nelle ore in cui non ci sono studenti". "Il problema vero - afferma - è che ancora non c'è la mensa servita all'ente locale, è assurdo visto che siamo a dicembre. Occorre rivolgersi al Comune, noi abbiamo fatto quanto possibile. Abbiamo anche aperto alla possibilità di consegnare il cibo ai bambini qualche ora prima della mensa in maniera tale che il pasto non venga preparato e portato la mattina presto".

Infine, altra misura "severa" sarebbe rappresentata dall'aver deciso di far andare ai servizi igienici i maschietti nella prima mezz'ora da soli e le femminucce nell'altra mezz'ora anche in due.

"La circolare rispetta le norme anti-Covid e regolamenta la fruizione dei servizi igienici per evitare assembramenti - fa notare il dirigente -. È ovvio che se gli studenti hanno esigenze anche in altre ore della giornata possono recarsi al bagno. Far andare le femminucce in due è stata una richiesta da parte dei genitori stessi, per stare più tranquilli: mentre c'è una compagnetta in bagno, l'altra attende fuori. La scelta di mandare anche in due le femminucce non va assolutamente contro le norme anti-Covid, le alunne sono sempre con la mascherina e due persone non creano certo assembramento".

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