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GUARDIA DI FINANZA

Palermo, bonifici alle imprese dei parenti con i fondi del Confidi: arrestata ex dipendente

Furto e autoriciclaggio. Sono queste le accuse che hanno portato agli arresti domiciliari Ivana Lo Re, 55 anni, ex dipendente amministrativa di Confidi a Palermo, ente che si occupa di favorire l’erogazione di finanziamenti alle imprese consorziate e a cui vengono versate quote associative tramite la sottoscrizione di convezioni con banche e istituti di credito.

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, su delega della locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal gip del tribunale del capoluogo con la quale è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti della Lo Re e il sequestro preventivo delle somme provento dei reati.

Le indagini condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo - Gruppo Tutela Mercato Capitali hanno permesso di scoprire come l'indagata, essendo a conoscenza delle password di accesso ai conti correnti on-line del consorzio, ha eseguito illegittime disposizioni di bonifici per oltre 200 mila euro.

L'impiegata, approfittando delle proprie mansioni all'interno dell'ente, alterava le scritture contabili relative ai vari mandati di pagamento disposti a favore dei propri associati, predisponendo numerosi bonifici che recavano destinatario e causali formalmente corretti, ma che contenevano coordinate bancarie corrispondenti in realtà ai rapporti di conto corrente riconducibili a se stessa, ai propri familiari e alle imprese a loro riconducibili.

In questo modo i fondi sottratti al Confidi sono stati utilizzati per finanziare le società di famiglia, nonché per coprire costi, spese di locazione e contratti di finanziamento. Proprio dalla denuncia di un destinatario di un rimborso mai pervenuto, sono scattate le indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, che contesta i reati di furto aggravato, autoriciclaggio e reimpiego di capitali illeciti a sei indagati, tra i quali, oltre l’arrestata, figurano tre familiari e due società loro riconducibili che gestiscono noti locali della movida palermitana operanti nel settore della ristorazione.

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