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Primi over 80 vaccinati nell’hub della Fiera a Palermo, ma è allarme forniture: ira di Musumeci

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Vincenzo Agostino si sottopone alla vaccinazione nell'hub della Fiera del Mediterraneo (foto Italpress)

Al via le vaccinazioni per gli over 80 nell’hub della Fiera del Mediterraneo a Palermo. Il primo ad aver avuta somministrata la dose anticovid è stato Vincenzo Agostino, padre del poliziotto assassinato il 5 agosto del 1989 insieme alla moglie Ida Castelluccio a Villagrazia di Carini.

Quello di Palermo è il primo dei nove hub vaccinali previsti dalla Regione Siciliana, uno in ogni provincia. Cento operatori – tra medici, infermieri e personale tecnico ed amministrativo – lavoreranno su due turni in 60 postazioni modulari. Non solo over 80, infatti proseguiranno in Fiera anche le vaccinazioni con AstraZeneca per le forze dell’ordine e con Pfizier-Biontech a completamento del personale socio-sanitario.
A disposizione degli utenti c'è una corsia di ingresso dedicata per le autovetture ed un ampio parcheggio, oltre a personale d’accoglienza che faciliterà l’accesso alla struttura ed alle postazioni.

"Oggi salutiamo l’inizio della stagione delle speranza, vorrei dire della certezza, ma non abbiamo la sicurezza che il vaccino arrivi in tempo. Noi però, stiamo procedendo come da calendario". Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, in occasione dell’inaugurazione del centro vaccinale realizzato all’interno del padiglione 20 della Fiera del Mediterraneo di Palermo.

"Secondo il piano predisposto dal governo regionale noi avremmo dovuto completare la campagna di vaccinazione entro l’estate, entro la metà del mese di settembre per la precisione. Purtroppo, le notizie che arrivano dal fronte vaccini non sono incoraggianti", prosegue Musumeci, che spiega. "Ieri Astrazeneca ha comunicato riduzione ulteriore del 50 per cento e chi doveva mantenere gli impegni non lo ha fatto nemmeno con Bruxelles. Ma noi siamo qui in attesa di partire alla grande".

Tra i vari professionisti impegnati alla Fiera del Mediterraneo, nel centro palermitano allestito per l’emergenza Covid-19, ce ne sono dieci che offrono supporto psicologico con servizio telefonico attivo 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20. Da una parte del telefono ci sono psicologi e psicoterapeuti, dall’altra i pazienti che vengono accompagnati lungo un percorso che, su segnalazione dei medici dell’Asp e tramite le Usca, viene avviato dopo il primo tampone molecolare positivo. In appena un mese sono stati contattati oltre mille pazienti ed erogate quasi duemila prestazioni, alcune delle quali in favore di medici e infermieri che combattono in prima linea nella battaglia contro la pandemia. Nel padiglione 16 del polo fieristico si intrecciano le storie di quelle persone alle quali il virus ha stravolto la vita.

"Pensare a un reale ripresa - dice Gaetana D’Agostino, presidente regionale dell’Ordine degli psicologi - significa porre l’attenzione sulla salute psicologica. Ritengo necessario e prioritario cominciare a investire sul settore e non attivarsi solo in situazioni emergenziali». «Il nostro intervento - raccontano i professionisti - per alcuni può trasformarsi in un’opportunità per rivedere determinati aspetti della vita, intervenendo sia sulle fasi acute che sui livelli di resilienza. Il feedback che riceviamo dai pazienti è la percezione di un innalzamento dei livelli assistenzali che può avere ricadute positive. Anche in relazione ai cosiddetti caregiver, soggetti che oggi monitorano 24 ore su 24 i parametri dei familiari assistiti e devono mantenere la lucidità, fornendo indicazioni utili per evitare l'ospedalizzazione".

"Il servizio offerto dagli psicologi - spiega il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 a Palermo, Renato Costa - è un valore aggiunto che consideriamo fondamentale. Per anni dovremo affrontare il tema della riabilitazione dei soggetti che hanno avuto il Coronavirus e in questo senso la psicologia clinica avrà un ruolo sempre più ampio. Per il futuro stiamo pensando di creare un dipartimento polidistrettuale per farci carico dei pazienti e della loro ripresa sotto il profilo motorio, respiratorio e anche psicologico".

"Curare e prevenire è esattamente l'impegno di tutti - ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando -. Per questo a partire dal 30 ottobre l'Amministrazione comunale di Palermo ha messo a disposizione delle autorità sanitarie l'intera Fiera del Mediterraneo per le attività di test anti-Covid con il drive-in. Un'area certamente idonea che da quella data svolge un servizio importante ai cittadini attraverso la possibilità di fare uno screening con i tamponi e che adesso diventa una sede adeguata per effettuare i vaccini. Ancora una volta la collaborazione istituzionale si rivela l'elemento fondamentale per poter superare l'attuale momento che richiede la collaborazione di tutti e il rispetto delle regole elementari di sicurezza da parte dei cittadini, che devono avere più paura del contagio che non delle possibili sanzioni per la violazione delle norme sulla prevenzione. Un immane sforzo - ha concluso - per limitare il numero di morti e per arginare una tragedia mai conosciuta dal nostro paese".

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