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La lista civica della mafia alle elezioni: così voleva infiltrarsi nel Comune di Misilmeri

Una manovra elettorale per potersi infiltrate nell'amministrazione comunale di Misilmeri. Dalle intercettazioni che hanno portato ad otto arresti contro il mandamento di Misilmeri-Belmonte Mezzagno emergono le ambizioni politiche della mafia.

«Abbiamo un amico in comune, con una bella lista civica, senza partito, con i cristiani giusti». Perchè dei politici e dei partiti tradizionali non ci si può fidare.

A intestarsi il progetto era Domenico Nocilla, storico affiliato legato a Salvatore Sciarabba, allora co-reggente insieme a Filippo Bisconti, del mandamento mafioso di Misilmeri-Belmonte Mezzagno. Ma le elezioni si sarebbero tenute tre anni dopo e lo stesso Sciarabba rinviò la discussione sebbene fosse interessato alla proposta.

Il piano fu poi definitivamente bloccato dal blitz «Cupola 2.0» che il 4 dicembre 2018 aveva smantellato la nuova commissione provinciale di cosa nostra palermitana, che si era riunita per la prima volta il 29 maggio 2018. C'era anche il nome giusto, perchè il timore era che «se non c'è una candidatura giusta restiamo sempre fuori da tutte le parti», da tutti gli affari, da ogni appalto. E «oggi come oggi, non c'è da fidarsi di nessuno, possono essere truffaldini, sbirri, infiltrati», o semplicemente «sprovveduti».

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