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Coronavirus, l'invito alla speranza del vescovo di Palermo: "Siate fiduciosi"

"Carissimi Fratelli e Sorelle, desidero aprirvi il cuore in questo momento che ci coglie di sorpresa e impreparati, seminando ovunque insicurezza e paura".

Inizia così il messaggio dell'arcivescovo Corrado Lorefice per incoraggiare i fedeli di Palermo a fronteggiare l'emergenza coronavirus. "Molti cuori, sopraffatti da queste ombre tenebrose, «vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti» (Ez 37,11). Per questo motivo il mio cuore di Padre e Pastore che veglia costantemente su di voi, sulla “porzione di eredità” affidatami dal Signore, mi suggerisce e mi impone di ribadire a tutti con amabile fortezza le parole di S. Paolo a Timoteo: «Noi infatti ci affatichiamo e combattiamo perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il salvatore di tutti gli uomini, ma soprattutto di quelli che credono» (1Tm 4,10)".

Ma nonostante il momento "per quanto nefasto, non ci deve togliere la speranza e la fiducia in Dio che dal sepolcro sigillato del Golgota ha fatto deflagrare l’energia della Vita, ha reso vittorioso sulla morte l’Amore crocifisso", aggiunge.

"Di fronte all’emergenza sanitaria che sta coinvolgendo il nostro Paese e la nostra Regione, i cristiani e le nostre comunità abbiamo la responsabilità di comportarci da virtuosi e corretti cittadini che osservano le misure preventive diramate dal Governo nazionale e regionale per contrastare la diffusione del “coronavirus”. Nonostante «L’interpretazione fornita dal Governo include rigorosamente le Sante Messe e le esequie tra le “cerimonie religiose”» (Comunicato CEI, 8.3.2020) precludendoci di fatto ogni azione liturgica comunitaria e pubblica (celebrazione dei Sacramenti, Liturgia delle Ore, Via crucis, processioni, ecc..) - spiega Lorefice -, in questo momento così delicato e colmo di trepidazione, possiamo continuare a dare il nostro efficace apporto attraverso il potente mezzo della preghiera personale che ci mette in comunione spirituale con i fratelli e le sorelle delle nostre comunità e dell’intero territorio nazionale e mondiale".

A proposito del rito dell'Eucarestia Lorefice spiega : "Il vostro Vescovo e i vostri Presbiteri continueranno a celebrare per voi - seppur senza di voi - e per tutti gli esseri umani del mondo intero. Se non ci ritroviamo fisicamente in assemblea liturgica è per contribuire a tutelare la vita e la salute di tutti, soprattutto di quanti sarebbero più vulnerabili, gli anziani e gli ammalati di ogni età".

"Approfittiamo, piuttosto, di questa ardua situazione - dice - per venire fuori dall’abitudine religiosa che prende il sopravvento sulla pratica consapevole della nostra vita di fede e della nostra attiva partecipazione alla vita liturgica delle nostre comunità".

E conclude con un messaggio di solidarietà e generosità: "Sì, carissimi, questo è tempo per riscoprire il volto del fratello, il suo essere immagine e somiglianza di Dio, di ritrovare il senso comunitario e solidale della vita. Prendiamoci cura gli uni degli altri attraverso un uso sapiente dei tanti mezzi di comunicazione che sono a nostra disposizione. Che la nostra parola di consolazione e lo sguardo del nostro cuore possa arrivare gioiosamente a tanti vicini e lontani".

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