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GUARDIA DI FINANZA

Contrabbando, il cane "anti-tabacco" fiuta il carico di sigarette al porto di Palermo: scatta il sequestro

I finanzieri del 1° Nucleo operativo metropolitano di Palermo e i funzionari dell’Ufficio delle Dogane hanno sequestrato un'auto e circa 7 chili di sigarette di contrabbando scoperti durante i controlli effettuati durante lo sbarco dei passeggeri dalla nave "Catania" proveniente da Tunisi.

Durante i controlli di rito, B.M.F., di origini tunisine ma residente in provincia di Palermo, ha consegnato una sola stecca di sigarette. Ma il fiuto del cane Arca, unità cinofila “anti-tabacco” messa a disposizione dal Gruppo pronto impiego di Palermo, ha permesso ai finanzieri hanno trovato all'interno dell’auto 171 pacchetti e 17 stecche di "bionde", nascosti nelle portiere e nel vano motore. Le sigarette e l'auto sono stati sequestrati.

L'uomo, già recidivo per fatti di contrabbando, è stato denunciato alla locale Autorità Giudiziaria.

La settimana scorsa è stato scoperto e sequestrato un altro carico di sigarette di contrabbando: 268 chili trasportati a bordo di un furgoncino sulla Palermo-Catania. Il "corriere", Salvatore Lo Iacono, 47 anni, è stato fermato e arrestato mentre viaggiava in direzione del capoluogo siciliano, a pochi passi dallo svincolo di Villabate.

Un episodio che ha confermato quanto ipotizzato dagli investigatori che indagano sul contrabbando di "bionde": il porto è sempre più controllato e i "corrieri" viaggiano sempre più spesso via terra, come anticipato in un'inchiesta del Giornale di Sicilia dei giorni scorsi. Il porto è sempre sorvegliato dalle forze dell'ordine ed i controlli sono capillari, soprattutto per i passeggeri provenienti dalla Tunisia, Paese da cui fino a poco tempo fa arrivava buona parte del traffico, ma ora il sistema è stato svelato e i rischi aumentati. Secondo chi indaga il luogo di provenienza potrebbe essere adesso la Campania, crocevia di mille traffici illeciti. E poi c'è in piedi l'ipotesi della "fabbrica fantasma" che potrebbe produrre illegalmente e del tutto in nero tonnellate di stecche, smerciate poi nel Sud Italia e altrove per mezzo di camion e furgoni.

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