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Offese e percosse nella casa per anziani: "Perchè mi picchi?". Il ministro: "Storia che addolora"

anziani, Maltrattamenti, Palermo, Cronaca
Un frame del video che incastra gli operatori della casa di riposo

Un inferno per gli anziani. Tanto che i titolari e gli operatori della casa di riposo «Anni Azzurri» di Palermo venivano definiti "demoni".

Crude le intercettazioni. Per gli ospiti della struttura non avrebbero avuto pietà. "Perché mi cafuddi?", ripeteva un anziano durante le percosse e la risposta è terribile, registrata nelle intercettazioni e riportata in un articolo di Sandra Figliuolo sul Giornale di Sicilia in edicola. «Maiale che sei, porco, magari u signuri t'u rapissi u cirivieddu di m…, maiale che si, maledetto, stai zitto! Sei un porco, fai schifo! Ti butto fuori, ora finiscila perché ti butto davvero a terra. Sei un porco e non buttare voci, mi devi chiamare quando finisci (in bagno, ndr) non in tre round, che schifo, vergogna! Non devi buttare voci perché mi fai diventare nervosa!», diceva la badante Rosa Briolotta la sera del 16 settembre ad un anziano con problemi di incontinenza.

Al calvario hanno messo fine ieri gli agenti del commissariato Zisa, che hanno posto sotto indagine i quattro componenti del nucleo familiare, Brigida Camarda, Michele, Antonino ed Eduardo Riccobono, e la stessa badante esterna Rosa Briolotta che gestivano la casa di riposo. La struttura non è stata chiusa, ma solo svuotata del suo management. Per tutti è scattato il divieto di dimora tra il capoluogo e i comuni di Belmonte Mezzagno, Ficarazzi, Monreale, Misilmeri, Villabate e Bagheria, disposto dal Gip.

E sul caso interviene oggi anche il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti che su Facebook commenta: "Questa notizia, che arriva da Palermo, sconcerta e addolora profondamente. L'indignazione, però, non serve se non c'è l'impegno e la consapevolezza da parte di ciascuno di noi che bisogna rimettere al centro la persona umana con tutte le sue fragilità. Troppo spesso le solitudini sono il luogo in cui la dignità è violata. E invece la cura delle famiglie, giovani e anziani, deve essere responsabilità di una comunità tutta intera, che custodisce e cerca il bene di ciascuno".

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