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Palermo, pescheria e bar a prestanome: assolto il boss di corso dei Mille

di
mafia, Pietro Tagliavia, Palermo, Cronaca
Pietro TAGLIAVIA

La «Ittica Sant'Erasmo» ed il «Caffè Sant'Erasmo», due attività ormai chiuse che si trovavano in via Ponte di Mare, a Brancaccio, sarebbero state intestate fittiziamente, ma non da quello che viene ritenuto il capo del clan di corso dei Mille, Pietro Tagliavia, figlio del boss stragista Francesco, e neppure nell'interesse di Cosa nostra. È questo, in sintesi, che stabilisce la sentenza con tre condanne e due assoluzioni emessa ieri pomeriggio dal gup Filippo Lo Presti.

Il giudice infatti ha assolto Tagliavia (difeso dall'avvocato Antonio Turrisi) e un suo presunto prestanome, Pietro Scardina (assistito dall'avvocato Bonaventura Zizzo), mentre ha inflitto - con il rito abbreviato - due anni e otto mesi a Cosimo Lo Nigro, detto «Fabio», con precedenti per droga, e un anno e quattro mesi ciascuno ad altri due presunti prestanome, Salvatore Montalto e Serafina D'Anna. Per tutti, però, il gup ha ritenuto insussistente l'aggravante di aver agevolato Cosa nostra.

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