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Inchieste sugli spaccaossa a Palermo: in 33 tornano liberi, ecco chi sono

Trentatrè indagati, coinvolti in due inchieste sugli spaccaossa a Palermo, lasciano il carcere e gli arresti domiciliari. Come scrive Sandra Figliuolo sul Giornale di Sicilia in edicola è una nuova tappa sulla maxitruffa alle compagnie assicurative realizzata mettendo in scena finti incidenti ma con vittime che si sarebbero fatte volontariamente rompere braccia e gambe proprio per incassare i premi.

Il gip Annalisa Tesoriere ha disposto la scarcerazione di ventisette indagati: Filippo Anceschi, detto «il nano», Salvatore Arena, detto «Mandalà», Monia Camarda, Gioacchino Campora, detto «Ivan», Vincenzo Cataldo, Graziano D'Agostino, Salvatore Di Gregorio, detto «Salvino», Salvatore Di Liberto, Giuseppe Di Maio, detto «Fasulina», Orazio Falliti, Mario Fenech, Vittorio Filippone, Antonino Giglio, detto «Tony u pacchiune» e Gesuè Giglio, Giovanna Lentini, Alfonso Macaluso, Benedetto Mattina, Giuseppe e Rita Mazzanares, Mario Modica, Piero Orlando, detto «Sh», Cristian Pasca, Vincenzo Peduzzo, Alessandro, Alfredo e Natale Santoro, Domenico Schillaci, Letizia e Maria Silvestri (difesi tra gli altri dagli avvocati Riccardo Bellotta, Filippo Gallina, Carmelo Ferrara, Massimiliano Russo e Antonio Turrisi). Oltre all'obbligo di dimora, dovranno presentarsi alla polizia giudiziaria dalle 16 alle 17. Il gip ha ritenuto «affievolite le esigenze di custodia cautelare».

Più severa la collega Maltese, che al contrario ha ritenuto «permanenti le esigenze di custodia cautelare» e ha disposto la liberazione di altre sei persone: Patrizia Alaimo, Ermanno Campisi, Antonino Di Gregorio, Emanuela Gallano, Giovanni Napoli, Fabio Riggio (difesi tra gli altri all'avvocato Rosanna Vella). A loro, però oltre all'obbligo di dimora, imposta la presentazione alla polizia giudiziaria tre volte al giorno (mattina, pomeriggio e sera) e la permanenza nel loro domicilio dalle 21 alle 7.

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