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GLI ATTI

Il delitto di Falsomiele a Palermo, telefonata choc dopo l'omicidio: "Niente, ho ucciso mio marito"

«Che è successo, signora?». «Niente, ho ucciso mio marito». Con questo scambio di battute decisamente inquietante, Salvatrice Spataro, oggi di 46 anni, comunicò a un operatore del 118 di avere assassinato il marito, Pietro Ferrera, di 45 anni.

Il delitto, al quale presero parte anche i due figli maggiori della coppia, Mario e Vittorio, di 22 e 21 anni, avvenne a Palermo, nell’abitazione di famiglia, in via Falsomiele 138/P, intorno alle 23,30 del 14 dicembre scorso: la vittima, ex sottufficiale dell’Esercito, fu massacrata con oltre cinquanta coltellate.

Come riportato in un approfondimento di Riccardo Arena sul Giornale di Sicilia di oggi, a mezzanotte e sei minuti la Spataro chiamò il numero di emergenza sanitaria ma, lasciando di stucco il centralinista, si mostrò preoccupata più per la ferita alla mano, riportata nella colluttazione dal figlio minore, Vittorio, che non dal decesso del coniuge.

«Pronto, per favore, urgentemente dovete venire in via Falsomiele 138 P, P come Palermo, c'è mio figlio che è tutto insanguinato». L’operatore chiede cosa sia successo. «Niente, ho ucciso mio marito, ma c'è pure mio figlio che si è tagliato». «Che cosa?». «Ho ucciso mio marito». «Chi è? Chi è che ha ucciso suo marito, lei?». «E se può venire - sì - e se potete venire che c'è mio figlio tutto tagliato che perde sangue». «Ma suo marito è cosciente? Parla?». «No, non parla, è morto! Potete venire per favore urgentemente?». «Va bene, va bene».

Gli atti sono stati depositati dopo che i pm Gianluca De Leo e Giulia Beux hanno chiesto il rito immediato, per saltare l’udienza preliminare. Iniziativa a cui l’avvocato Maria Antonietta Falco ha risposto con la richiesta del rito abbreviato, condizionato all’esecuzione di una perizia psicologica e psichiatrica sui tre imputati, detenuti da ormai più di sei mesi.

Ferrera sarebbe stato infatti una sorta di padre padrone, ucciso per le vessazioni fatte subire a moglie e figli.

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