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L'ESPERTO

A Palermo 13 intossicati da tonno in pochi giorni, l'esperto: "Occhio ai prezzi e alle temperature"

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Tredici casi di intossicazione da tonno rosso a Palermo in pochi giorni. Mal di testa, mal di stomaco, nausea, tachicardia e rush cutaneo, sono i sintomi avvertiti da chi si è presentato nei pronto soccorsi e a loro i medici hanno diagnosticato l'avvelenamento da istamina per la cosiddetta sindrome sgombroide.

Ma come evitare di incappare nell'intossicazione? Purtroppo la presenza di istamina nel tonno non è facile da individuare, come spiega Antonio Vella, responsabile del laboratorio residui dell’Istituto Zooprofilattico di Palermo, perchè è incolore, inodore e insapore. Ma il consiglio è diffidare da tonno venduto a prezzi troppo bassi e in negozi non di fiducia.

"Bisogna tenere d'occhio i prezzi - spiega -, più sono bassi più è probabile che il tonno sia stato conservato in modo non idoneo o pescato oltre i limiti imposti dalla legge. Per questo il consiglio è di rivolgersi sempre a pescivendoli di fiducia che hanno l'obbligo di avere abbattitori di temperatura del pesce. Gli sbalzi di temperatura aumentano la possibilità e il proliferare dell'istamina nel tonno pescato. I batteri che si trovano nello stomaco dei pesci, per esempio, a contatto con l'istedina la trasformano in istamina. Si tratta di una molecola organica che deve essere tenuta sotto controllo", continua Vella.

I consigli di Vella sono di rivolgersi a rivenditori di fiducia ed avere precauzioni nella conservazione del pesce anche dopo l'acquisto. "I pescatori devono eviscerare il prima possibile il pesce pescato, che deve essere congelato il più presto possibile e poi venduto nelle pescherie e non deve stare esposto ad alte temperature. Anche i consumatori una volta comprato il pesce lo devono conservare al più presto in frigo".

Più bassi sono i prezzi più è elevata la possibilità che il tonno sia stato conservato in modo irregolare. "Un tonno che costa cinque euro al chilo è molto sospetto. Inoltre è meglio comprarlo nelle pescherie che hanno l'obbligo di documentare la provenienza del pesce. In ogni caso bisogna diffidare di venditori che espongono un pezzo di tonno per più giorni per più ore al giorno, lasciandolo alla mercé degli agenti atmosferici. È rischioso mangiare tonno anche nei ristoranti che non hanno l'obbligo di congelare il pesce".

I sintomi di intossicazione da tonno si possono manifestare dopo un'ora dall'ingestione: "Si possono presentare disturbi gastrointestinali, eruzioni cutanee, cefalea, nausea, difficoltà respiratorie e dolori addominali. È bene recarsi nei pronto soccorso e i medici riconosceranno subito i sintomi e cureranno le persone nel migliore dei modi".

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