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Tangenti al Provveditorato opere pubbliche a Palermo, solo un indagato parla e si difende

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Francesco Barberi all'uscita dalla squadra mobile di Palermo

Solo uno su quattro decide di parlare e difendersi. Nell'ambito dell'inchiesta sulle tangenti al provveditorato alle Opere pubbliche a Palermo, dei quattro funzionari finiti agli arresti domiciliari martedì per corruzione solo Francesco Barberi ha deciso di difendersi durante l'interrogatorio di garanzia del gip.

Come si legge in un articolo di Sandra Figliuolo sul Giornale di Sicilia, Barberi si difende dicendo di non essere mai stato consapevole di quanto sarebbe accaduto nell'ufficio e di essere stato messo in mezzo dai suoi colleghi, pur non avendo a che fare direttamente con tangenti e truffe. Il giudice si pronuncerà sulla sua richiesta di liberazione nelle prossime ore.

Gli altri arrestati, ossia Carlo Amato, Antonio Casella e Claudio Monte si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere.

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