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Mafia a Palermo, nuova confisca ai Graziano: passano allo Stato beni per 7 milioni

Nuova confisca da sette milioni di euro per i Graziano. La magistratura dà un altro colpo al patrimonio dei costruttori dell'Acquasanta, ritenuti al servizio della famiglia Madonia, capi del mandamento di Resuttana, e dei Galatolo, capi del clan Acquasanta e Arenella. La notizia è riportata sul Giornale di Sicilia di oggi.

Come si legge sul Giornale di Sicilia, il padre, Domenico Graziano, era un «imprenditore a disposizione di Cosa Nostra» e la sua pericolosità sociale, benché sia morto all'età di 76 anni, il 23 novembre 2013, si riverbera sul patrimonio e sugli affari di uno dei figli, Camillo, nato nel 1967.

Anche quest'ultimo è ritenuto socialmente pericoloso: è stato condannato nel processo Apocalisse, si definiva «fratello» del boss, oggi pentito, Vito Galatolo e subisce anche personalmente la confisca.

La decisione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo si aggiunge a quella eseguita un paio di anni fa a carico di Vincenzo Graziano, fratello di Domenico e zio di Camillo, in cella da anni per mafia.

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