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«Sono negozi della mafia»: scatta la maxi-confisca per Bagagli a Palermo

Maxi confisca per i negozi Bagagli, che passano allo Stato, così come le srl che amministrano i punti vendita di via Libertà, via Messina e via XX Settembre. Ne dà notizia un articolo di Riccardo Arena sul Giornale di Sicilia di oggi.

Confiscati anche altre società, conti correnti, appartamenti, terreni, immobili, automobili, moto e uno yacht. E ancora una tabaccheria di via Messina Marine 309.

Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale, colpisce Salvatore Milano, 65 anni, ritenuto esponente e cassiere della famiglia mafiosa di Porta Nuova e il suo cugino acquisito Filippo Giardina, pure lui di 65 anni, ritenuto legato a Gianni Nicchi, il giovane boss di Pagliarelli.

Nella vicenda è considerata centrale la figura di Milano, che è risultato anche avere rapporti  con alcuni personaggi del Palermo calcio, così come aveva raccontato il pentito Marcello Trapani, ex avvocato dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo. A fare scattare le indagini che porterà al collegamento fra Milano e la catena di negozi Bagagli, un pizzino ritrovato nel covo di Giardinello in cui furono catturati proprio i due capimafia di Tommaso Natale: «Totucc Milano B a ga g l i », e poche settimane dopo l'avvocato Trapani e Giovanni Pecoraro, ex procuratore sportivo, parlando al telefono confermavano che i punti vendita erano riconducibili proprio a «Totuccio» Milano.

Agli atti - riporta sempre il Giornale di Sicilia in edicola - ci sono le conversazioni intercettate nel 2007 tra Milano e Antonio Schio, ex direttore sportivo del Palermo Calcio dal 1999 al 2002 e collaboratore tecnico di Rino Foschi dal 2002 al 2008.

A quei tempi destò sospetti la sponsorizzazione a titolo gratuito dei negozi Bagagli, fatta da alcuni giocatori rosanero. E in una delle intercettazioni, ora ripresa dai giudici per dimostrare la «pericolosità sociale», si parla della vicenda del giocatore Cavani che si era prestato a pubblicizzare l’attività commerciale di Filippo Giardina gratuitamente. Ecco uno stralcio dell'intercettazione riportata dal Giornale di Sicilia - Schio:«Mi ha chiamato Filippo (Giardina, ndr) perché insomma ha fatto la pubblicità con Cavani». Milano: «Ah sì... Tutto a posto?». Schio: «È contento perché è riuscito a farla sempre senza...». Milano: «Senza spese, senza usare soldi, risparmiare sempre». Schio: «Esatto». Milano: «Allora quando... pensami okay? Schio: «Va bene».

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