L'INTERVISTA

Palermo, lo sciopero della fame di Colajanni: "Presto audizione in commissione antimafia"

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Arriva un primo segnale della politica allo sciopero della fame che sta portando avanti Enrico Colajanni, ex fondatore dell'associazione antiracket Libero Futuro per le decisioni della prefettura di Palermo che ha cancellato ben quattro associazioni del circuito di Libero Futuro.

I parlamentari Aiello e Gianrusso sentiranno in audizione Colajanni a gennaio. In questa sede verrà spiegato quanto accaduto negli ultimi due anni. Il 19 luglio 2017 sono state raggiunte dall’interdittiva antimafia prefettizia le associazioni di Bagheria e di Partinico e il 19 luglio 2018 le associazioni Libero Jato e Libero Futuro. Il prefetto Antonella De Miro ha cancellato l'associazione di Colajanni perché figurerebbero persone vicine ad ambienti mafiosi.

"Abbiamo avuto un primo feedback positivo da due parlamentari del M5S della commissione nazionale antimafia. Si tratta di Piera Aiello e Mario Michele Gianrusso che ci hanno invitato dopo le feste a predisporre un’audizione in modo da poter approfondire in sede ufficiale la cancellazione delle quattro associazioni antimafia. Loro forse sono gli unici a porter intervenire sui singoli provvedimenti delle prefetture di Palermo e Trapani", fa sapere Colajanni.

Segnali d'interesse alla causa di Colajanni sono giunti anche dall'Ars: "Il presidente della commissione regionale antimafia Claudia Fava ci ha comunicato che i primi di gennaio organizzeranno un’audizione delle più significative associazioni antiracket della Sicilia e in questo contesto saremo ascoltati anche noi".

Intanto continua il suo sciopero della fame nonostante qualcosa si sia mosso. "C’era un silenzio assordante rispetto alla scelta grave di cancellare quattro associazioni antiracket della Sicilia occidentale. Attualmente la nostra associazione Libero futuro appoggia gli imprenditori in almeno dieci processi contro la mafia, sempre a fianco delle vittime. Queste interdittive minano la sopravvivenza di un movimento antiracket. Tutti i nostri imprenditori sono veramente demotivati e disillusi in questo momento. C’era bisogno di dare sostegno a questo movimento antiracket che stava perdendo la motivazione di esistere. Io sto continuando il mio sciopero della fame da 19 giorni per far tornare un minimo di entusiasmo negli imprenditori delusi".

Su Change.org un piccolo comitato spontaneo ha lanciato una petizione dal titolo “Immaginiamoci un futuro libero dal racket. Insieme con Colajanni e LiberoFuturo” che sta raccogliendo già diverse adesioni.

Silenzio dalla prefettura di Palermo sul caso Colajanni. "La dottoressa De Miro non dà risposte. Ha dato il suo verdetto su di noi e basta. Questi provvedimenti prefettizi sono molto arbitrari. Il presidente del Tar di Catanzaro Nicola Durante ha scritto un mese fa dieci pagine dove vengono demolite le interdittive che nascono con un fine, ma poi per vari motivi finiscono per avere altri scopi".

Colajanni promette di non arrendersi e di continuare la sua battaglia: "Andrò avanti con lo sciFinché il medico me lo permetterà. Finora sto bene. C’è una professoressa Adriana Saia che si trova per adesso in India che mi ha fatto sapere che ha iniziato con me lo sciopero della fame. Quando non potrò più continuare il mio sciopero qualcuno degli imprenditori continueranno con una staffetta.

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