PROCESSO PANTA REI

Il "Panda" e la sua ascesa nel clan, dalle scommesse allo Zen al pizzo

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Giovanni Vitale

PALERMO. Al pub, in discoteca, davanti al mercato ortofrutticolo. Ogni posto è buono per i boss per parlare di estorsioni e traffico di droga. Ne ha parlato il collaboratore Giovanni Vitale al processo scaturito dall'operazione "Panta Rei" nell'udienza che si è svolta questa mattina nell'aula bunker del carcere Ucciardone, davanti al gup Nicola Aiello.

Vitale detto "il panda" (ha rispiegato anche che il soprannome deriva dal modello dell'auto che utilizzava) ha ribadito quanto raccontato ai pm. “Ho avuto rapporti con i mandamenti di Tommaso Natale, San Lorenzo, Ballarò, Borgo Vecchio, Santa Maria. Faccio parte della famiglia mafiosa di Resuttana - ha spiegato - ho iniziato credo nel 2000-2001 prendendo i soldi delle scommesse clandestine allo Zen. Poi nel 2010-2011 ho gestito l'ippodromo di Palermo, mi interessavo di droga ed estorsioni. Ero l'uomo di fiducia di Giuseppe Fricano".

Gli incontri per organizzarsi erano frequentissimi. La prima foto che viene fatta vedere al "panda" è quella di Salvatore Mulè. “Lo conosco, che ci siamo visti alla discoteca Il Moro, con Giuseppe Fricano. Si sono appartati ed hanno parlato loro due. Perché lui è di Ballarò. Penso che abbiano parlato dei buttafuori. Penso questo perché tutti i buttafuori appartengono alla zona di Ballarò, zona di Mulè". "Prima - specifica Vitale - i buttafuori erano di Alessandro D'Ambrogio".

Poi Vitale ha parlato di Rocco Marsalone. “E' un uomo d'onore - ha detto - ma non so di quale famiglia mafiosa. Con lui abbiamo avuto qualche appuntamento con Giuseppe Fricano e lui veniva anche con un certo Pino La Torre ed abbiamo fatto qualche appuntamento di fronte il mercato ortofrutticolo. Prima c'era un locale qua, dove veniva anche Domenico Tantillo. Marsalone trattava la cocaina. Ricordo che suo figlio aveva preso un parcheggio nella zona di viale Campania".

Sentita questa affermazione, Marsalone ha fatto un gestaccio ed è stato ripreso dal gup. "So che Marsalone si occupava di cocaina - ha aggiunto - perché anche io la fornivo all'ingrosso: parlavamo di partite di cocaina ma non abbiamo mai fatto affari assieme. Una volta abbiamo parlato di una vicenda relativa a un lido di Isola delle femmine". Un'estorsione, che secondo i ricordi di Vitale, si sarebbe poi fatta con Tantillo.

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