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Clochard bruciato vivo, dopo il rogo
l’assassino tornò sul luogo del delitto

PALERMO. L’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Poche ore dopo l’agghiacciante omicidio di Marcello Cimino, il clochard dato alle fiamme nel suo giaciglio sotto il porticato della missione di San Francesco dei padri Cappuccini di via Cipressi, Giuseppe Pecoraro è stato visto aggirarsi di mattina nei pressi della struttura di misericordia che dà assistenza e cibo ai poveri e agli sbandati dove di notte aveva seminato morte.

Gli investigatori della squadra mobile, che hanno ricostruito nell’arco di mezza giornata il caso che ha sconvolto la città per la sua brutale violenza, hanno ricostruito i movimenti dell’autore del delitto dalla notte di venerdì, quando, in preda alla gelosia e a una profonda rabbia per le presunte insidie alla compagna avanzate da Cimino, ha messo in atto il suo folle piano.

Si è armato di un secchio pieno di benzina, ha lanciato il liquido sul rivale che dormiva per terra avvolto dalle coperte ed ha appiccato le fiamme.

Il rogo non ha dato scampo a Cimino ma Pecoraro, che tirava a campare lavorando saltuariamente nella pompa di benzina vicina ai Cappuccini, è rimasto leggermente ustionato.

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