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THE GUARDIAN

Il trafficante di migranti arrestato a Palermo, il giallo di un post su Fb

ROMA. Un cittadino eritreo ritenuto uno dei capi delle organizzazioni internazionali di traffico dei migranti, Medhanie Yehdego Mered, avrebbe scritto sul suo account Facebook che è ancora a piede libero, mentre un innocente è stato arrestato ed estradato in Italia al suo posto: lo scrive il quotidiano britannico The Guardian, che ha visto il messaggio postato sul social network.

Nel post scritto in tigrino, una delle lingue più parlate in Eritrea, il presunto vero Mered afferma che un altro cittadino eritreo - accusato di essere Mered - è finito in manette per uno scambio di identità. Il messaggio su Facebook, scrive il Guardian, costituisce il «più forte indizio finora» secondo cui l'uomo sotto processo in Sicilia non è il 35enne Mered, ma il 29enne Medhanie Tesfamariam Berhe, un ex operaio di un caseificio.

"Quello che ha scritto il messaggio su Facebook è il vero Medhanie Yehdego Mered. Lo afferma la stessa Procura perché quello è il profilo di cui si parla nelle indagini e il numero di cellulare intercettato è lo stesso che compare nel profilo sul social network di Medhanie Yehdego Mered".

Lo dice l'avvocato Michele Calantropo che difende l'uomo arrestato dalla Procura di Palermo il 7 giugno scorso e accusato di essere uno dei capi delle organizzazioni internazionali di traffico dei migranti, commentando le notizie pubblicate dal Guardian. Per Calantropo, c'è stato uno scambio di persona: quello finito in carcere è in realtà Medhanie Tesfamariam Berhe, come dimostrerebbero le affermazioni su Facebook, ma anche alcune foto in cui appare quello che secondo lui sarebbe il vero trafficante: Medhanie Yehdego Mered.

UDIENZA RINVIATA. E' stata nuovamente rinviata la prima udienza del processo al cittadino eritreo accusato di essere uno dei capi delle organizzazioni internazionali di traffico dei migranti. La Procura ha fatto presente che Sergio Ziino, presidente del collegio della quarta sezione penale davanti alla quale si svolge il processo, in fase di indagini preliminari, ha firmato una proroga delle intercettazioni.

La difesa dell'eritreo ha chiesto un termine per analizzare la questione e capire se quelle intercettazioni riguardano l'odierno imputato. Il processo riprenderà lunedì.

Nella prossima udienza saranno depositate nove nuove foto che - secondo la difesa - pongono dubbi sulla vera identità del cittadino eritreo. L'avvocato Michele Calantropo, che assiste l'africano finito in manette, ha trovato gli scatti di un matrimonio in cui appare quello che secondo lui sarebbe il vero trafficante: Medhanie Yehdego Mered, di 35 anni. Secondo la difesa e la famiglia dell'uomo, l'eritreo a processo in Italia è un profugo di 29 anni che risponde al nome di Medhanie Tesfamariam Berhe.

 

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