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Cefalù, il Tar bacchetta l'Amap: deve garantire il servizio idrico

PALERMO. L'Amap, la società che gestisce il servizio idrico di alcuni comuni della provincia di Palermo, non può lasciare gli impianti di Cefalù, uno dei più importanti poli turistici siciliani. Lo ha ordinato il Tar della Sicilia che ha respinto la richiesta dell'azienda di sospendere un'ordinanza del sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, con la quale veniva disposta la prosecuzione del servizio durante il periodo estivo.

Da tempo è in corso un braccio di ferro tra l'amministrazione comunale e l'Amap intenzionata a lasciare la gestione del servizio idrico integrato nel centro turistico perchè troppo oneroso. Sia la Regione sia la Prefettura hanno indotto la società a rinviare la decisione di ritirarsi.

Nel mese di giugno l'Amap ha ribadito la propria linea, ha chiuso gli impianti e consegnato le chiavi al Comune. Per tutta risposta il sindaco ha emesso un'ordinanza con la quale impone per ragioni di interesse pubblico la prosecuzione del servizio. L'Amap ha fatto ricorso al Tar per chiedere l'annullamento dell'ordinanza e, in attesa dell'esame del merito, la sua sospensione.

Il Tar ha detto no. «Nel bilanciamento - scrivono i giudici - tra i contrapposti interessi - quello economico evidenziato dall'Amap e quello della tutela della pubblica incolumità - deve darsi prevalenza all'interesse pubblico tutelato dal Comune». La decisione del Tar tiene conto della «stagione estiva in corso e della vocazione turistica» di Cefalù.

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