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Ex Fonderia Basile, cancellati i debiti: la missione di Biagio può ripartire

PALERMO. I debiti della missione di Biagio Conte sono stati cancellati. Veri o presunti che fossero, quei 417 mila euro chiesti da una lettera di messa in mora dalla curatela fallimentare dell'ex Fonderia Basile all'inizio di marzo non dovranno essere versati.

Il provvedimento di rinuncia ai crediti è stato emesso dal tribunale fallimentare (giudice delegato Raffaella Vacca), col parere favorevole del curatore fallimentare Mario Bonello e del comitato dei creditori di quell'antica azienda alle spalle di via Archirafi, che dovrebbe diventare luogo di lavoro e riscatto sociale per i poveri ospiti della missione Speranza e Carità.

Determinante nella decisione dei giudici è stata una lettera scritta e firmata da don Pino Vitrano, braccio destro di fratel Biagio per ora assente da Palermo per un pellegrinaggio a piedi verso Roma. Don Pino, assistito in questa vicenda dall'avvocato Antonella Fundarò, ha dichiarato e confermato che tutti i beni della missione sono vincolati a uso esclusivamente sociale per il sostentamento primario di centinaia di persone che non hanno nulla di cui vivere. Dunque, non si tratta di beni aggredibili da pignoramenti o altre rivendicazioni.

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