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L'INTERVISTA

Le vasche a secco dell’Orto Botanico di Palermo, l’appello del rettore: ci aiutino i privati

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PALERMO. Panoramica sull'Orto Botanico. L'Università di Palermo è impegnata in un intervento su vari fronti e con il rettore Fabrizio Micari annuncia la nuova fase progettuale discussa in un incontro con il Miur.
Ecco i nuovi traguardi: un progetto per rafforzare il settore della manutenzione ordinaria dell'Orto, la sistemazione a giardino didattico del terreno di 13 mila metri quadrati donato da Unicredit che proprio in questi giorni vedrà il completamento del passaggio di proprietà. L'invio a Roma del progetto Herbarium Mediterraneum nell'area che si affaccia sulla via Lincoln. E l'idea di uno sponsor per il restauro e la manutenzione delle fontane nel complesso dei «quattro quartini», otto vasche storiche in degrado.
«L' Orto Botanico è uno storico cuore verde che l' Università di Palermo considera luogo di primo piano - dice Micari anche in quell'ottica di Palermo Città Universitaria che stia mo portando avanti. Su questo tema un incontro con il sottosegretario all' Istruzione Davide Faraone ha confermato l'interesse del Ministero a una riqualificazione complessiva della grande area che ha al centro l' Orto Botanico».

La manutenzione quotidiana, ci sono possibilità di un ampliamento dell' organico?
«L' Ateneo investe sull' Orto tutte le risorse compatibili con le disponibilità e in particolare è impegnato, con il fondo di funzionamento ordinario, a sostenere le spese per gli operai agricoli e il personale stagionale che viene utilizzato per un certo numero di giornate di lavoro nel corso dell'anno, purtroppo non pienamente adeguate alle necessità. Impossibile andare oltre questo impegno, dal momento che le spese oggi sostenute arrivano quasi all' 1% delle risorse universitarie».

In questa prospettiva rappresenterebbe un problema in più l'ampliamento dell' Orto che ci sarà fra pochi giorni con il terreno donato da Unicredit?
«Sono operazioni diverse e non collegabili, la donazione del terreno Unicredit attiene a una nuova la fase progettuale e in questo senso viene valutata in prospettiva. Si farà un progetto complessivo e l'area sarà destinata a un parco didattico all'interno dell'Orto, nel versante oltre via Tiro a Segno che va a confinare con il fiume Oreto. Il terreno è incolto e non sembrano esserci possibilità di edificazione, ma pensiamo ad un giardino didattico ed a spazi di aggregazione. Sono stati risolti gli adempimenti burocratici e completate le operazioni di frazionamento del terreno, stiamo formalizzando la scelta del notaio con Unicredit e nei prossimi giorni comunicheremo la data stabilita per il passaggio di proprietà».

Quali prospettive peril futuro Herbarium Mediterraneum dell' Orto Botanico nell' area che si affaccia sulla via Lincoln?
«Si tratta di un progetto allo studio da alcuni anni, per il quale è già stata creata una Fondazione con importanti soggetti istituzionali. Anche su questo si è ragionato con il sottosegretario Faraone: nelle prossime settimane sarà redatto un progetto che sarà presentato al Ministero dell' Istruzione».

L' Orto Botanico è in difficoltà nelle otto vasche dei «quattro quartini», dove le radici che avanzano sotto terra rompono il marmo, l' acqua se ne va e nelle vasche restano i rifiuti. Il problema è stato curato anche da poco ma le lesioni si riproducono. C' è una soluzione?
«Palermo deve essere sempre di più Città Universitaria e l'Orto Botanico un pezzo integrato del patrimonio collettivo. Serve un progetto di restauro e manutenzione delle vasche che sia seguito da un monitoraggio continuo, senza del quale ogni lavoro risulterebbe vanificato. Credo che solo l' intervento di uno grande sponsor d' arte possa essere la via risolutiva.
In alternativa si potrebbe pensare all' impegno di altre componenti fondamentali della nostra società: penso ai club service, ai Lions, ai Rotary, ad altre associazioni culturali che possano contribuire al recupero di parti importanti del patrimonio cittadino. Lancio l' idea e spero possa essere vincente.

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