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OPERAZIONE PANTA REI

Pub, negozi, chioschi e tabaccherie: ecco la mappa del pizzo Palermo

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PALERMO. Le cose sono davvero cambiate a Palermo? La risposta è su un foglio di carta bianco, scritta a penna con italiano incerto e grafia infantile, trovato dai carabinieri nel cuore della notte 48 ore fa. Era nella tasca di una nuova leva di Cosa nostra, il fratello di un reggente di una cosca che vive di racket. E di racket si tratta in quell’appunto che contiene dieci nomi di commercianti e imprenditori, un paio piuttosto noti, tutti del centro città.

Da 300 a 1000

Accanto ci sono dei numeri, oscillano tra i 300 ed i 1000. Sono le vittime del pizzo e nei prossimi giorni saranno chiamate a testimoniare dagli investigatori del nucleo operativo. Ammetteranno i pagamenti, o comunque i contatti, con gli estorsori, oppure rimarranno in silenzio? In teoria sono in una condizione di vantaggio.

Chi li spremeva come limoni è finito in carcere con accuse gravissime, non corrono il rischio di rivederli a breve davanti alla porta dei loro negozi. L’elenco del pizzo è stato trovato nei pantaloni di Giuseppe Tantillo, 36 anni, fratello di Domenico, considerato dagli investigatori il nuovo capo della cosca del Borgo Vecchio. Assieme al padre gestiscono lo storico chiosco di frutta e verdura, con annessa bottiglieria, conosciuto da tutti i palermitani.

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La mappa

L’ultimissima mappa del racket è finita subito al vaglio degli investigatori che stanno identificando tutti i nomi ed i negozi. Ci sono un paio di pub e un distributore di carburante che, come il resto delle attività, si trovano tra via Crispi, il porto, via Isidoro La Lumia e la parte centrale di via Libertà, quella di competenza della cosca del Borgo. Proprio una estorsione ad un locale di via La Lumia, il Berlin Cafè, viene contestata a Tantillo nel provvedimento di fermo.

Accusati anche di avere taglieggiato la tabaccheria Virzì, di via Principe Scordia (500 euro a Natale e Pasqua); il chiosco di Piazza della Pace (500 euro) e la tabaccheria Currieri di via Crispi. Da solo invece avrebbe estorto denaro al pasticceria «Firicano» di via La Masa (200 al mese) e la trattoria «da Pino» di via Dello Spezio (200 al mese).

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