PALERMO

Sabato di sangue: un morto e due feriti
Si cercano i legami fra i due agguati

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Due killer con il volto coperto, ieri sera hanno ucciso con due colpi alla testa Sciacchitano, 29 anni. Un ragazzo, che era accanto a lui, è stato ferito. Nel pomeriggio in ospedale si era presentato Luigi Cona, 32 anni, con quattro proiettili nelle gambe

PALERMO. Un omicidio e un tentato omicidio in due agguati scattati a poco meno di 4 ore di distanza. Il più grave è il secondo, avvenuto intorno alle 20 in via della Conciliazione, nella zona di via Oreto e via dell'Orsa Minore. Un'esecuzione. Ecco le fasi.

Due killer con il volto coperto raggiungono dentro una sala giochi Salvatore Sciacchitano, detto Mirko, 29 anni, incensurato, residente in via Alongi, a poche centinaia di metri. Lui scappa, i sicari lo raggiungono e gli sparano due colpi alla testa, il ragazzo stramazza per terra. Nella sparatoria resta ferito, colpito all' addome, un ragazzo di 17 anni che si trovava accanto a Sciacchitano. I kiler subito dopo fuggono, facendo perdere le tracce.


Andiamo indietro di quattro ore. Alle 16,30 si presenta al pronto soccorso del Civico con quattro proiettili nelle gambe Luigi Cona, 32 anni, incensurato, lavora alla rosticceria «Il Bocconcino» di via dell' Allodola a Falsomiele. Dice di essere stato ferito da due rapinatori che gli volevano portare via l' incasso. Zoppicante e con il piombo conficcato nella carne racconta la sua disavventura ai carabinieri che prendono con le pinze le sue parole. Le sue condizioni non sono gravi, ma ha perso molto sangue.

I due fatti sono legati tra loro? Gli investigatori sono molto cauti, per ora l' unico particolare che lega gli agguati è la zona. Sono stati messi a segno a circa un paio di chilometri di distanza, tra Falsomiele e la parte alta di via Oreto. Sia Sciacchitano che Cona erano praticamente incensurati, solo vecchi precedenti per denunce di poco conto per resistenza e furto.


Non sono mai stati coinvolti in indagini di spessore, non avrebbero contatti con Cosa nostra. Eppure l'ipotesi più immediata, tutta ancora da provare, è che l' esecuzione nella sala giochi sia stata la risposta immediata al ferimento di poche ore prima.

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