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MAFIA CAPITALE

L’Asp di Palermo sospende una ditta coinvolta nell'inchiesta sul Cara di Mineo

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Informativa dalla prefettura di Roma. Da lunedì la fornitura dei pasti negli ospedali di Palermo e provincia va al consorzio Cot
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Il manager dell'Asp di Palermo, Antonino Candela

PALERMO. Gli effetti collaterali di Mafia Capitale toccano anche Palermo: con una lettera di poche righe, l’Asp 6 sospende l’affidamento del servizio di fornitura dei pasti nei propri ospedali all’associazione temporanea di imprese «La Cascina Global Service».

Da lunedì la fornitura passa all’azienda seconda classificata nell’assegnazione dell’appalto, la Cot, che fa parte del Cns, Consorzio nazionale servizi - società cooperativa. La Cascina è l’azienda coinvolta nello scandalo del Cara di Mineo, quella che, grazie ai favori dei personaggi coinvolti nella maxi-indagine della Procura di Roma, primo fra tutti Luca Odevaine, avrebbe ottenuto — per fornire i pasti ai migranti, ospiti del centro di accoglienza in provincia di Catania — un appalto a condizioni decisamente meno vantaggiose rispetto a quelle offerte dalla seconda classificata. Che, anche in quel caso, era la Cot.

È un’azienda, La Cascina, nel mirino della prefettura di Roma: proprio da un’informativa spedita dagli uffici diretti da Franco Gabrielli, ex capo della Protezione civile, nasce la sospensione da parte dell’Azienda sanitaria provinciale del capoluogo siciliano e l’affidamento del servizio — da 15 milioni e mezzo di euro, oltre Iva — al Cns.

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