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PALERMO

Gli sottraggono 10 mila euro dal conto, banca restituisce solo la metà

Il direttore dell'ufficio reclami scrive che l'istituto ritiene di aver «posto in essere tutti gli accorgimenti necessari

PALERMO. Gli sottraggono 10 mila euro dal conto corrente, denuncia il furto alla polizia e si rivolge alla sua banca per chiedere il riaccredito della somma ma l'istituto risponde che può rimborsarne solo la metà. A raccontare la «disavventura», accaduta lo scorso Natale, è un palermitano di 41 anni, correntista presso Banca Nuova del gruppo Banca Popolare di Vicenza, vittima di «phishing», frode on-line sempre più diffusa che consiste nella sottrazione di password, account e informazioni personali. «Lo scorso 27 dicembre - riferisce l'uomo - ho controllato il conto on line dal mio pc come faccio spesso e mancavano 9.991 euro. Ho pensato a un errore, ho chiuso il collegamento e sono rientrato: quando ho realizzato che mancavano davvero i miei risparmi, mi sono sentito mancare l'aria».

L'uomo si è rivolto alla polizia: la somma sarebbe stata accreditata su una carta prepagata intestata a una donna di Reggio Calabria, correntista presso lo stesso istituto bancario. La donna avrebbe denunciato il furto della carta il 25 dicembre senza tuttavia chiederne il blocco. I soldi sono stati accreditati sulla carta alcune ore dopo e prelevati in contanti subito dopo il trasferimento.  «Non ho mai lasciato incustodite le mie password, nè mi sono collegato da altre postazioni - aggiunge l'uomo - e non ho mai risposto a mail nelle quali si chiedeva di fornire dati personali. Per questo ho chiesto alla mia banca il riaccredito della somma: per quel che mi riguarda, posso dimostrare di aver fatto tutto il possibile per mantenere 'sicurò l'accesso on-line al mio conto corrente». Non è dello stesso parere l'istituto bancario, che il 21 gennaio ha inviato una lettera nella quale si fa riferimento alla somma che viene definita «illecitamente sottratta mediante una disposizione fraudolenta».

Il direttore dell'ufficio reclami scrive che l'istituto ritiene di aver «posto in essere tutti gli accorgimenti necessari per garantire la sicurezza del sistema informatico e prevenire utilizzi fraudolenti da parte di terzi». La banca però, scrive anche che «in considerazione dell'importanza attribuita alla clientela e visti i rapporti di reciproca soddisfazione intrattenuti col correntista, si è ritenuto di accogliere la richiesta di rimborso per il 50 percento della somma addebitata per un importo pari a 4.995 euro». L'uomo ha rifiutato l'accordo e si è rivolto ad un legale per chiedere il riaccredito dell'intera cifra. «Quel che non capisco - dice - è la risposta della banca: se pensano di essere nel giusto e di non avere responsabilità, allora perchè mi offrono il 50 percento della somma?».

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