L'INCHIESTA

Tares e mazzette al Comune di Palermo: verifiche su altri 60 imprenditori

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Ai contribuenti venivano prospettati tagli del 50 per cento. Così veniva taroccato il sistema informatico

PALERMO. L'ufficio di Carmelo Pagano, funzionario dell'ufficio Tributi in via Lincoln, coinvolto nell'inchiesta su corruzione e truffa su Tarsu e Tares al Comune di Palermo, era un continuo via vai. L'ex articolista laureato era riuscito negli anni ad avvicinare numerosi commercianti, imprenditori e professionisti per prospettare lo sconto sulle tasse.

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In alcuni casi le telecamere della polizia hanno filmato anche una vera contrattazione sul taglio da eseguire. Al momento sono 12 i titolari di esercizi commerciali, medici e titolari di alberghi.

Ma nell'ufficio parallelo in via Pitrè di Gaspare Tantillo e Antonio Borsellino, i complici di Pagano nella maxi truffa, sono stati trovati altre centinaia di fascicoli.

Erano i due ad avvicinare i contribuenti per prospettare il taglio delle tasse del 50 per cento.

I tre potevano contare su Ida Ardizzone, dipendente dell'ufficio Tributi, che apportava le modifiche nel sistema informatico. Variazioni che consentivano risparmi per sempre.

Le verifiche sono partite per altre sessanta attività. Altri imprenditori e professionisti che avrebbero accettato i servigi dei dipendenti comunali che in appena 12 pratiche avrebbero provocato un danno al comune di 400 mila euro.

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