PALERMO

"Estorsione e truffa", ai domicialiri presidente di un ente di formazione

Luciano Tornambè pagava a più dipendenti e subito dopo voleva farseli restituire, minacciandoli di licenziamento

PALERMO. I Carabinieri del Nucleo Tutela Lavoro di Palermo hanno arrestato il presidente di un ente di formazione “Coop. Emmeciquadro” con sede a Palermo in via Rapisardi 15, Luciano Tornambè. L’attività d’indagine originata dalle denunce di numerosi lavoratori esasperati dalle prolungate e continuate vessazioni, si concludeva con una comunicazione del Nucleo Operativo Tutela Lavoro, che consentiva al Pm Luca Battinieri, di richiedere ed ottenere l’emissione da parte del Gip di Palermo della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico del menzionato presidente/amministratore.

Le indagini hanno consentito di chiarire che l’amministratore arrestato ogni mese forniva a più dipendenti la retribuzione indicativa variante da 1.500 a 2.200 euro per poi farsela restituire dietro minaccia di licenziamento o della cessazione dell’attività, con l’aggravante di avere agito con abuso di prestazione d’opera. Ai lavoratori veniva dunque tolto o tutto o parte della retribuzione, nel migliore dei casi gli restava il 50% della cifra documentata (Estorsione art. 629 CP).

Tornanmbè aveva, inoltre, avanzato alla Regione Siciliana per 4 dipendenti la richiesta di accesso alla cassa integrazione in deroga, attestando falsamente dell’intervenuta sospensione di detti lavoratori dal lavoro per accedere alle erogazioni pubbliche. Parallelamente inoltrava anche all’Inps delle attestazioni contenenti le false indicazioni sulla riduzione oraria dei lavoratori, mentre li teneva invece al lavoro . Così facendo da un lato otteneva dalla Regione Siciliana indebiti trattamenti di Cassa Integrazione Guadagni, dall’altro l’INPS e i lavoratori subivano l’evasione delle somme che l’impresa avrebbe dovuto versare per le prestazioni invece fornite ( Truffa aggravata art. 640 ) : il tutto con l’aggravante di avere agito in danno di enti pubblici (Regione e INPS).

Aveva anche indotto in errore la Commissione Regionale per l’Impiego con false attestazioni documentali a concedere il trattamento di CIG ai lavoratori indicati(Falsità Ideologica art. 479);

Aveva, infine, indotto un dipendente, sempre sotto la minaccia del licenziamento ingiusto, ad apporre firme false attestanti la presenza di corsisti che in realtà non avevano partecipato ai corsi dichiarati ( Estorsione, Violenza o minaccia per costringere a commettere un reato art. 611 C.P.).

Un episodio esplicativo per tutti: nel gennaio del 2013, per sfuggire ad un controllo della Direzione Territoriale del Lavoro di Palermo, che operava su  richiesta del Dipartimento formazione professionale con la finalità  di accertare se i pagamenti relativi al personale  in relazione all’attività formativa di cui al “Piano Formativo 2011” erano in regola, non ha esitato a corrispondere le retribuzioni agli stessi dipendenti mediante assegno per poi farsi restituire in contanti le somme, in modo tale da dimostrare alla pubblica amministrazione che lo stava sottoponendo a controllo, la sua regolarità al fine di ottenere la restante parte di finanziamento.

Il Gip di Palermo ha inoltre applicato nei confronti della società, l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi pubblici per un anno: il provvedimento è stato notificato all’amministrazione nelle mani del Dirigente Generale della Formazione. Attualmente i lavoratori denuncianti sono tutti al loro posto di lavoro.

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