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RITARDI

Intoppi e furti, la raccolta «porta a porta» a Palermo non decolla

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La seconda fase doveva scattare a febbraio nella zona di viale Strasburgo, Politeama, Borgo Vecchio e centro storico

PALERMO. In quei quartieri dove la raccolta differenziata «porta a porta» è partita nel 2010 si procede a intoppi, ammessi dalla stessa Rap. La seconda fase del progetto che si chiama «Palermo differenzia» è invece ancora una chimera. L’avvio era previsto per febbraio di quest’anno, ma ancora nella zona di viale Strasburgo, la prima che doveva essere coinvolta, non c’è traccia dei bidoni col carrello negli androni dei palazzi. Colpa della Regione, a detta di Rap e del Comune.

Con il presidente dell’azienda che ha inviato una nota per sollecitare Palazzo d’Orleans. E con il sindaco Leoluca Orlando che parla di «danno erariale» perché «già due anni fa, per non perdere tempo, abbiamo dato le risorse comunali del Fas alla Regione, che ha provveduto alle gare, agli acquisti, all’approvvigionamento. Ma è rimasto tutto nei magazzini e il servizio ancora adesso non parte». Il progetto è stato finanziato con 12 milioni dall’Ue e prevede nuove modalità di smaltimento dell’immondizia per altri 130 mila palermitani che abitano oltre che nella zona Strasburgo, anche al Politeama, al Borgo Vecchio, in centro storico.

E sulla costa sud, nel tratto compreso nel quadrilatero fra corso dei Mille, via Lincoln, via Messina Marine e via Laudicina. La Rap avrà il compito di gestire la raccolta, ma l’avvio del progetto è in capo alla Regione. Il compito di acquistare i mezzi necessari all’azienda era stato affidato all’ufficio del commissario straordinario per l’emergenza rifiuti. Si tratta di 7 compattatori grandi, 12 medi, 8 veicoli a doppia vasca, 25 a vasca unica, quattro cassoni scarrabili e circa 127 mila bidoni carrellati di varie dimensioni. «Si attende solo la firma del contratto con la ditta che è pronta a fornire il materiale - afferma il presidente della Rap - non appena ci consegneranno il necessario saremo pronti a partire». Di certo c’è che al momento si registrano già otto mesi di ritardo.

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