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MAFIA

Aperta la caccia all’arsenale di Messicati Vitale nel Palermitano

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Il boss di Villabate avrebbe a disposizione pistole, fucili e uniformi delle forze dell’ordine. Il racconto di due collaboratori

PALERMO. Caccia all’arsenale di Messicati Vitale. Il boss di Villabate avrebbe a disposizione pistole, fucili, pettorine delle forze dell’ordine. «Armi anche pesanti», dice un pentito che lo conosce bene. Materiale in parte già utilizzato per commettere una rapina in casa di un grossista di carni e mai recuperato dagli investigatori. Un’incursione messa a segno da banditi che indossavano giubbotti della Dia che riuscirono ad intrufolarsi con la scusa di fare una perquisizione. Lo dovevano impaurire perchè si era rifiutato di pagare il pizzo.

A parlare delle armi e dell’incursione nella villa del commerciante è un collaboratore di Bagheria, Salvatore Lo Piparo, le cui dichiarazioni sono state inserite nel provvedimento di fermo che quattro giorni fa ha spedito in cella il capomafia. Il collaboratore racconta che la rapina era stata programmata già lo scorso anno ma all’ultimo momento il colpo venne bloccato perchè la vittima, dice Lo Piparo, godeva di protezioni altolocate. In ogni caso però tutto era pronto, ad iniziare dalle armi che non sono state più rintracciate, nonostante le recenti collaborazioni (Flamia, Lo Piparo e Zarcone) che hanno scompaginato il mandamento.

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