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"The bad guy", un cast palermitano per la nuova serie tv di Amazon Prime e Indigo

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La serie tv "The Bad Guys"

In Italia, fare un prodotto audiovisivo che parli di mafia senza le più note visioni retoriche, è possibile. E lo dimostra la nuova serie "The bad guy", prodotta da Amazon Prime Video e Indigo. Una serie che è stata definita "palermitana", proprio per il cast ricco di attori nati nel capoluogo siciliano, tra tutti Luigi Lo Cascio, Vittorio Magazzù e Giulia Maenza.

Nella nuova serie diretta da Stasi e Fontana, un procuratore di alta levatura morale che ha dedicato tutta la sua esistenza alla lotta contro la mafia, Nino Scotellaro (Luigi Lo Cascio), improvvisamente viene accusato di essere uno di coloro che ha sempre combattuto: un mafioso.

La condanna - incredibilmente - arriva. Ed è lì che il vortice della vendetta ha inizio. Forse è vero che se tutti ti dicono che sei cattivo, allora forse cattivo devi diventarlo. L’arco narrativo della serie tratta il tema di una trasformazione corrosa da un grande senso di ingiustizia: Scotellaro diventa quasi di colpo un colluso, un boss perdente ma di ugual spietatezza, ormai l'ombra di un magistrato. Ancora una volta non è soltanto la storia a tenere lo spettatore concentrato, quanto il ritmo che i due giovani registi italiani riescono a filmare.

Un ritmo permeato di dolore, gioia, sofferenza, vendetta e sopravvivenza. Insomma, un prodotto che mancava al panorama dell’industria audiovisiva italiana. Anche se così non la pensa Matteo Salvini, il quale ha detto sui suoi canali social che si tratta di "…un ennesimo stereotipo di pessimo gusto sull’Italia e sul popolo siciliano: dopo la sua realizzazione, il Ponte sullo Stretto crolla perché la costruzione era stata affidata ad aziende legate ai clan mafiosi". Il ministro ha poi concluso: "Sul Ponte sullo Stretto sarebbe stato meglio un documentario che un fantasioso crollo pieno di pregiudizi. Ma non dispero che Amazon Prime voglia rifarsi raccontando tra un po' di tempo la realizzazione di questa importante opera. Crediamo nella libertà di espressione, per questo speriamo sia proprio la cultura a demolire il pregiudizio ‘Sicilia = mafia’, che non è edificante e offende i siciliani perbene".

Da oggi disponibili sulla piattaforma gli ultimi tre episodi finali, anche quest’ultimi - come i primi tre - dalla durata di 50 minuti.

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