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Palermo su Nicolussi Caviglia, squadra da cui ripartire dopo i tanti infortuni

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Hans Nicolussi Caviglia all'esordio in Serie A, l'8 marzo 2019, con la maglia della Juventus

Il Palermo ha bisogno di rinforzare il centrocampo. Al momento, i soli De Rose e Dall'Oglio non possono bastare per affrontare la Serie B a certi livelli. Broh non è stato riscattato dal Sudtirol ed è tornato nel capoluogo, ma difficilmente vestirà la maglia rosanero il prossimo anno. Mentre Damiani, al momento, è tornato all'Empoli anche se su questo versante non sono esclusi ribaltoni (coi rosanero che potrebbero comprarlo a titolo definitivo).

Insomma Baldini, che rimarrà sulla panchina anche per la prossima stagione, ha bisogno di nomi forti a centrocampo. Uno di questi, potrebbe essere Hans Nicolussi Caviglia della Juventus. Duttile, piede educato. Può giocare da mezzala, da mediano, ma anche da trequartista. Disponibile al sacrificio, in campo ha sempre dato tutto. Giocatore dal gol facile, tanta quantità e qualità, abbinate alla professionalità del veterano. Ha iniziato il suo viaggio dalla Primavera dei bianconeri, collezionando 18 presenze e mettendo a segno un gol. Si è fatto notare e ha meritato il salto nella Juventus Under 23. Poi la chiamata di Allegri l'8 marzo del 2019. La squadra dell'allenatore livornese sta vincendo 4-1 all'Allianz Stadium contro l'Udinese e al 79' Hans realizza il suo sogno: entra al posto di Kean e fa il suo esordio in Serie A. I piedi di un predestinato e il cuore di un sognatore, sulle orme di Johan Cruijff, il suo idolo per il quale porta la maglia numero 14 sulle spalle o, in sua assenza, la 41 (con cui esordì in Serie A).

«Adoro il modo in cui giocava, come faceva giocare le squadre e l'impronta che ha lasciato nel calcio», dirà del suo punto di riferimento. Quattro giorni dopo, arriverà anche la convocazione per il ritorno degli ottavi di Champions League contro l'Atletico Madrid. Fu il match della super rimonta targata Cristiano Ronaldo, e Nicolussi Caviglia era li, a gustarsi lo spettacolo dalla panchina, ma non giocò. De Bruyne e Pjanic come modelli e la voglia di imparare il minimo dettaglio ogni volta che Allegri lo chiama ad allenarsi coi «grandi».

Dopo l'avventura con il club piemontese, inizia una lunga fase di prestiti che lo vede prima indossare la maglia del Perugia in Serie B. Qui, la sua annata migliore dove colleziona 30 presenze condite da 2 gol e 1 assist. Poi l'esperienza a Parma e l'ingresso della sfortuna nella vita del ragazzo 22enne nato ad Aosta. Si rompe il crociato ed è costretto a terminare anzitempo la sua stagione. Un anno dopo torna alla corte della Juventus Under 23, ma questa volta è il suo menisco a fare crack. Altri problemi, altro stop. Rientra il 5 maggio del 2022 giusto in tempo per mettere sulle gambe qualche minuto ai playoff di Serie C. Sfortuna, tanta. Ma anche tanta voglia di riscattarsi e trovare una squadra che lo sappia valorizzare al meglio. Alla finestra c'è il Palermo. Castagnini vuole pescare dai bianconeri, blindare Brunori e puntare su Hans Nicolussi Caviglia.

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