
Si dice che la migliore difesa è l’attacco, ma se il reparto arretrato riesce a essere efficace a prescindere da quella che è la tattica di gioco scelta, allora il gioco è fatto. È chiaro, ancora è presto e fare analisi e produrre numeri in questo momento non è esaustivo visto che siamo ad inizio stagione. Tuttavia, se il buongiorno si vede dal mattino, diciamo che il Palermo di Inzaghi può assolutamente definirsi una squadra compatta e quadrata, difensivamente parlando, e che concede molto poco all’avversario.
Sono due, al momento, le partite ufficiali che Bani e compagni hanno giocato in questa stagione e contro avversarie che comunque non sono di certo le ultime arrivate. La Reggiana, nonostante il gap con i rosanero in termini di qualità e ambizioni, è una formazione capace di produrre gioco offensivo che, tuttavia, contro il Palermo non è riuscito a mostrare. La squadra di Dionigi, infatti, non ha mai davvero creato pericoli alla retroguardia rosanero, bucata solamente da un tiro da fuori area di Tavsan deviato fortuitamente da Bani alle spalle dell’incolpevole Bardi, che stava pur tentando la parata miracolosa. Questo grazie a un atteggiamento da parte del Palermo molto aggressivo da un punto di vista del pressing sull’avversario, dato dal fatto che i rosanero hanno tirato una linea difensiva molto alta (a quasi 29 metri) segno di una squadra che come atteggiamento aveva idea di andare a prendere alto l’avversario e mantenersi molto corta (tutti i 10 giocatori di movimento del Palermo in media sono rimasti raccolti in 31 metri).
Il baricentro della squadra ha permesso ai rosanero di recuperare ben 37 palloni, con una media di un fallo ogni 4 recuperi. Aggressività ma anche pulizia dell’intervento, quindi, che porta a una transizione da negativa a positiva e che ha permesso ai rosanero di rendersi pericolosi dinanzi alla squadra emiliana. Sono stati ben 6 i contrasti vinti dai rosanero e 5 i palloni intercettati, frutto di un lavoro sulla linea centrale molto accurato che non ha permesso alla Reggiana neanche una palla filtrante e pochissime verticalizzazioni, quasi tutte fermate dai rosanero che di testa hanno spento ben 64 tentativi della squadra di Dionigi.
Inoltre, dentro l’area di rigore il Palermo ha praticamente concesso il nulla. Sono ben 37 gli interventi positivi all’interno dei 16 metri e sono stati solamente 4 i tiri tentati dagli ospiti da dentro l’area di rigore. Numeri che arrivano addirittura allo zero su palla inattiva: il Palermo praticamente non ha mai concesso neanche un calcio di punizione da posizione pericolosa ai propri avversari, limitando ogni possibile problema per la porta difesa da Bardi.
Una prestazione difensiva degna di nota che viene riassunta nei soli tre tiri verso lo specchio della porta da parte della Reggiana, con l’estremo difensore rosanero praticamente inoperoso. Questa solida prestazione difensiva del Palermo fa il paio con quella vista la settimana precedente contro la Cremonese, in Coppa Italia. Quella era una circostanza ancora più complicata, vista la categoria di differenza tra le due compagini e il fatto di giocare fuori casa. Differenze che, tuttavia, non si sono viste. Anzi. Anche in quella circostanza il Palermo è riuscito a mantenere lontani gli avversari, concedendo zero tiri in porta ai grigiorossi e solamente 6 totali. Numeri che il Palermo ha ottenuto con Bani e Ceccaroni titolari e Diakité-Peda ad alternarsi come terzo uomo, ma in generale con un’organizzazione di squadra che è la base per poter affrontare un campionato lungo e complicato come quello cadetto. Le premesse sono positive.

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