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SERIE A

Maresca e Gila scacciano le paure
Ciao Carpi. Palermo, è qui la festa

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PALERMO. Missione compiuta. Il Palermo batte il Verona 3-2 e resta in serie A. Una vera e propria impresa, una sorta di piccolo scudetto per questa squadra che circa un mese fa sembrava ormai rassegnata alla retrocessione. E invece no, Davide Ballardini ha praticamente curato il malato, lo ha rimesso in piedi e lo ha fatto correre verso il traguardo.

Undici punti nelle ultime cinque partite, un bottino pazzesco per i rosa che hanno quindi terminato il campionato davanti al Carpi che ha vinto a Udine 2-1. Una partita da brividi quella del Barbera, mille emozioni e perché no anche la paura di non farcela visto che il Verona aveva anche pareggiato il match. E’ stata partita vera, l’Hellas se l’è giocata con onore ma si è trovato di fronte un Palermo concreto e cinico che è riuscito a capitalizzare le occasioni avute.

     

I rosa restano quindi in A, una buona base di partenza per un futuro si spera migliore e con una programmazione seria e ben delineata. Intanto i tifosi possono finalmente gioire dopo un anno a tratti drammatico.

La cronaca: tutto confermato per Ballardini che in avanti si affida al trio formato da Vazquez, Gilardino e Trajkovski. Verona che vuole chiudere con onore. Spettacolare la coreografia della curva nord che ha accolto con grande calore la squadra di Ballardini. Rosanero che iniziano con il piglio giusto, Hellas che si difende.

Al 6’ Maresca angola troppo e palla che muore a lato. Palermo che reclama un rigore per un tocco di mano in area di Helander, il penalty ci stava ma Irrati sorvola. I rosa cercano di controllare il match ma il Verona si difende bene e cerca le ripartenze. Al 27’ Vazquez la sblocca: azione manovrata dal Mudo che prende la mira dalla distanza e fa partire un diagonale chirurgico che buca Gollini, esplode il Barbera. Il Verona risponde con un grandissimo colpo da 40 metri di Pazzini che vede Sorrentino fuori dai pali e prova a beffarlo, palla che sbatte sul palo.

Al 34’ cambia ancora la storia del match: Wszolek e Morganella accendono una quasi rissa in mezzo al campo, per entrambi rosso diretto e squadre in dieci. Il Verona fa sul serio e al 40’ va ancora vicino al pareggio, palla in mezzo per Ionita che conclude a botta sicura, Sorrentino esce e devia con il corpo, palla che sbatte ancora sul palo e non entra. Ripresa, nessun cambio da parte dei due allenatori. Al 48’ però l’Hellas pareggia: Romulo per Viviani che spedisce all’angolino la palla del pareggio, doccia gelata per il Barbera, 1-1.

Il Carpi vince 2-0 a Udine e per i rosa sarebbe quindi retrocessione, ma la paura passa subito, palla in mezzo di Rispoli, Maresca dalle retrovie colpisce di testa e palla che supera Gollini per il 2-1, Barbera che torna a sorridere. Entra Lazaar, il Verona non molla e torna ad attaccare. Al 63’ il Palermo però la chiude: ancora grande palla di Rispoli in mezzo, Gilardino ha il tempo di staccare e mette alle spalle di Gollini, Barbera che torna a gioire. La gara è però intensa e il Verona torna in gara con il pari di Pisano che su un traversone in mezzo riesce a spingerla in rete da due passi. Torna la paura ma dura solo pochi minuti perché il punteggio resta sul 3-2 e il Palermo può festeggiare la salvezza.

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