"MANGIALLENATORI"

Da Venezia a Palermo, Zamparini fa 44: ecco tutti gli esonerati

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Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini

PALERMO. Zamparini fa 44. Un altro esonero gli permette di migliorare questo record assoluto (con un totale di 53 cambi in panchina, ritorni compresi), difficilmente eguagliabile. Stavolta è toccato all'allenatore del cuore: Beppe Iachini, capace di superare i due anni sulla panchina rosanero senza essere cacciato. Altro record. Si alimenta così la fama di «mangiallenatori» di Zamparini, a cui il termine non piace. Ma questa specialità l'ha conquistata sul campo: prima al Venezia e poi al Palermo, il patron ha iniziato una girandola di tecnici che ancora non si arresta, in barba al «progetto» tanto annunciato. Tutti hanno lavorato per lui, tutti hanno ricevuto il benservito.

Prima di Iachini, c'era stato Gennaro Gattuso, al suo esordio in panchina. Il campionato di serie B non cominciò nel migliore dei modi e la società scelse di prendere un «usato sicuro» come Iachini che poi vinse il campionato.  La «lista» di Zamparini è aperta dal duo Fabbri-Cerantola, che guidarono il Venezia nell'87/88 e prosegue con 'Tatò Sabadini (ex bandiera e terzino del Milan) che prende il posto di Pasinato ('89/90). Nel '91/92 il valzer 'venezianò coinvolge Rino Marchesi, che prende il posto di Zaccheroni e poi, a sua volta, viene sostituito dallo stesso collega che nel '92/93, farà spazio a Maroso, prima di tornare in sella.

La squadra '94/95 è affidata a una cooperativa di tecnici, con Ventura, Maifredi e Geretto che si alternano sulla panchina e, nel '95/96, fanno spazio prima a Bellotto, quindi a Pippo Marchioro. Nel '96/97 tocca al duo Walter De Vecchi-Fontana prendere il posto di Bellotto che li risostituisce a stagione in corso. Nel '99/00 si cambia ancora: squadra a Spalletti che, sostituito da Materazzi, riprende il suo posto, infine lo lascia a Oddo. Nel 2001/02 l'ex portiere del Bologna, Sergio Buso, sostituisce Prandelli e a sua volta fa spazio a Magni che sarà l'ultimo allenatore del Venezia targato Zamparini. A meta luglio 2002 si apre l'era rosanero: Zamparini acquista la società da Franco Sensi, che ne era il patron e ingaggia subito Ezio Glerean, tecnico dello spumeggiante Cittadella. Calcio e bollicine. Quest'ultimo, alla prima giornata, viene messo da parte: squadra ad Arrigoni che a febbraio 2003 lascerà a Sonetti. La stagione 2003/04 è quella del ritorno in A: si comincia con Baldini e si chiude con Guidolin, che durerà anche per tutto il campionato successivo e, dopo avere portato il Palermo in Uefa, nell'estate 2005 lascia a Del Neri che, nella primavera 2006, viene licenziato per fare posto a Papadopulo.

Nel 2006/07 il Palermo vola e, con il 'figliol prodigò Guidolin, conquista la vetta della classifica: a dicembre s'infortuna Amauri e la squadra perde terreno, Zamparini si arrabbia e la affida a Gobbo e Pergolizzi, quindi richiama Guidolin che in estate (2007) lascerà a Colantuono; quest'ultimo farà spazio nuovamente a Guidolin, quindi tornerà in sella per chiudere mestamente un campionato senza infamia e senza lode. Nel 2008/09, Ballardini sostituisce Colantuono, ma in estate andrà via, perchè si dice «stressato» dal presidente. Nel 2009 arriva Zenga, a fine novembre Rossi. Sull'onda del 7-0 subito in casa dall'Udinese viene cacciato, poi tocca a Serse Cosmi, in panchina per un poker di partite (tre sconfitte e una vittoria).

Torna Rossi e conquista la finale di Coppa Italia, poi gli scade il contratto e lascia. Nel 2011-2012 arriva Pioli che saluta dopo un paio di mesi, Zamparini ricontatta Rossi, che prima dice sì poi no, infine affida la squadra a Mangia. Il giovane allenatore, ora alla guida dell'under 21, viene cacciato poco prima di Natale e così è la volta di Bortolo Mutti che traghetta la squadra fino al termine del campionato. Nel 2012-2013 il Palermo cambia cinque volte. Comincia con Sannino, sostituito da Gasperini e poi da Malesani, che inanella quattro sconfitte e lascia il posto di nuovo a Gasperini. Conclude il tribolato campionato, che porterà il Palermo a retrocedere, Beppe Sannino. L'anno dopo si cambia registro con Gattuso, cacciato dopo sei giornate. Poi la «lunga» era di Iachini, ma il divorzio è arrivato. Inesorabile.

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