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IL POSTICIPO

Palermo, a Genova esame di maturità:
sfida tra due squadre in salute

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Tradizione negativa ma Barreto e compagni in trasferta hanno dato il meglio. Iachini-Gasperini, gli opposti a confronto

PALERMO. Fuori gli attributi. Senza giri di parole. Quella di stasera sarà una partita fortemente indicativa sulla capacità di tenuta mentale della squadra rosanero. Perchè lo stadio Ferraris (soprattutto sponda rossoblù) per qualsiasi squadra è un test di maturità. E poco conta che il Genoa in questa stagione nonostante il ko inflitto alla Juve abbia vinto più volte fuori casa (3) che davanti al proprio pubblico (2). Oggi avrà la possibilità di affiancare il Napoli al terzo posto, scavalcando la Sampdoria. Provate a immmaginare che «clima» troveranno stasera i rosanero, a cui il lunedì non ha portato finora fortuna (ko con Verona e Lazio).
Però, in fondo, queste sono le partite che hanno sempre esaltato il Palermo di Iachini. Che, ripetiamo, lo scorso anno proprio in trasferta e sui campi più caldi (Lanciano, Latina, Avellino etc.) costruì le sue fortune.

Sono partite in cui più che la tecnica contano le qualità caratteriali, la compattezza e l’organizzazione, perchè giocare «corti» aiutandosi l’un con l’altro può compensare le avversità ambientali e la qualità di un avversario che sul piano tecnico è superiore. Un avversario che applicando le idee di Gian Piero Gasperini gioca un calcio diversissimo da quello di Iachini. Non che oggi il Genoa schiererà chissà quanti attaccanti (il solo Matri, perchè nè Kucka nè Perotti che completeranno la linea offensiva sono punte), ma le squadre del Gasp sanno attaccare anche con nove giocatori. Magari concedono qualcosa dietro, ma in fatto di schemi offensivi pochi allenatori sono bravi come quello del Genoa.

Che a Palermo arrivò nella stagione più confusa della gestione Zamparini e si trovò al centro del conflitto tra il presidente e Lo Monaco. Gli sarebbe bastato avere Lafferty (che voleva fortemente) piuttosto che Boselli per evitare la B. Comunque, forse non arrivò neppure tanto convinto della scelta, tanto da pretendere l’indennità esonero. Al Genoa per Gasperini non sono sempre state rose e fiori e proprio qualche settimana fa il tecnico ebbe a criticare l’eccessiva «severità» del pubblico del Grifone. Ma qui a Genova ha fatto le cose migliori della sua carriera, sfiorando la Champions. Sarà anche l’aria di casa.

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