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Università di Palermo, vigilantes anti-scippi in via Archirafi

Dopo l’aumento dei colpi, il rettore corre ai ripari e intensifica i controlli. «Abbiamo ridistribuito le forze che avevamo in organico, senza costi aggiuntivi»

PALERMO. Aumentano scippi e rapine davanti alle sedi universitarie e il rettore di Palermo, Roberto Lagalla, potenzia i servizi di vigilanza. Così nella zona di via Archirafi, davanti alle facoltà delle materie di botanica, geologia e scienze naturali sono arrivati due vigilanti, che stazioneranno anche di mattina. «Abbiamo ridistribuito le forze che avevamo in organico - dice il rettore Lagalla -. Non comporterà nessun costo aggiuntivo. Abbiamo preso alcuni vigilanti che si trovavano in centri non così esposti a rapine e scippi e li abbiamo destinati dove studenti e professori hanno chiesto maggiore protezione».
In effetti nelle facoltà di via Archirafi gli scippi e i cosiddetti «fermi» a studenti, ma anche a professori sono ormai all’ordine del giorno. Era stata anche sottoscritta una petizione per sollecitare interventi al rettorato. Raccolta di firme sottoscritta non solo dagli studenti, ma anche dai docenti, sempre più vittime di giovanissimi rapinatori che con la minaccia di un coltello si facevano consegnare soldi e cellulari. «Era diventato un incubo arrivare in facoltà. Cercavamo di arrivare insieme con altre colleghe - racconta una studentessa -. Quando eravamo da sole aspettavamo qualche collega. La possibilità che qualcuno a bordo di un ciclomotore ci fermasse per rapinarci era sempre molto alto. Adesso almeno davanti all’ingresso ci sono due vigilanti che controllano l’intera zona. La situazione è più sopportabile».
A dire il vero l’università aveva deciso di far controllare le aree davanti alle facoltà non solo in via Archirafi, ma anche al Policlinico, nella facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche e in via Ernesto Basile già nel pomeriggio e fino a sera. Una scelta che, però, non aveva inciso nelle statistiche e non aveva fatto registrare alcuna riduzione dei reati. I piccoli delinquenti avevano iniziato a colpire con una certa frequenza di mattina. Anche alla luce del sole, dunque, e nonostante i tanti studenti che raggiungono le aule in pieno giorno, le piccole bande di giovani rapinatori non si erano scoraggiati e avevano continuato a rendere impossibile la vita degli studenti. «Una volta che abbiamo avuto numerose segnalazioni, abbiamo deciso di trovare una soluzione - aggiunge Lagalla -. Abbiamo preso del personale che si trovava a presidiare zone che in fondo non erano molto a rischio e li abbiamo destinate in prima linea per garantire studenti e professori. Nello spirito di collaborazione tra istituzioni una mano alle forze dell’ordine in questo periodo, nel quale si assiste ad un aumento dei reati tra scippi e rapine. Devo dire che quando abbiamo segnalato una recrudescenza di questi reati le forze dell’ordine hanno dato risposte immediate. In questo modo con i vigilanti garantiamo sicurezza e più tranquillità a professori e studenti».
Le bande di giovanissimi che aggrediscono studenti e professori scelgono con cura le loro prede. Le seguono, le avvicinano, le fermano con una banale scusa. Poi, minacciandole con coltellini, iniziano a chiedere soldi e cellulare. Vittime predilette gli studenti fuori sede. Quelli che vivono tra le zone a rischio, da via Basile a corso Tukory, passando per via Maqueda e via dell’Università. «Abbiamo presentato una petizione perché non ci sentivamo sicuri - racconta uno studente nei pressi di via Archirafi -. Abbiamo avuto una prima risposta contro la microcriminalità. Speriamo di ricevere adesso sicurezza per potere proseguire i nostri studi. Per alcuni venire all’università era diventato impossibile».

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