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Rischio crolli a Palermo, nel centro storico 1.610 edifici in pericolo

PALERMO. Il centro storico di Palermo, il secondo più grande d'Europa, cade a pezzi. In un'area di 249 ettari ci sono 1.610 edifici (chiese, immobili privati e di proprietà del Comune) da mettere in sicurezza: 248 sono a rischio crollo; 368 sono pericolanti, 1.004 in stato di degrado. Servirebbe circa mezzo miliardo di euro: 289 mln per gli edifici degradati; 150 mln per quelli pericolanti e 84 per quelli a rischio crollo. A fornire una road map sullo stato di salute delle strutture sono i dati elaborati dal ufficio Centro Storico del Comune, presentati alla commissione Ambiente dell'Ars, nel corso dell'audizione di questa mattina a Palazzo dei Normanni L'istantanea scattata dagli uffici comunali indica che la maggior parte degli immobili, che necessitano di un intervento appartengono a privati: 910 sono in stato di degrado; 332 sono pericolanti; 224 necessitano di interventi urgenti. Gli edifici comunali, invece, sono 102 (58 in stato di degrado; 24 pericolanti e 20 hanno bisogno di interventi urgenti); le Chiese 52 (36 in stato di degrado; 12 percolanti e 4 necessitano di interventi urgenti).  «La commissione si occupata di affrontare il problema dei crolli nel centro storico - dice il presidente della quarta Commissione dell'Ars Giampiero Trizzino (M5S) - Sono state formulate diverse ipotesi per procedere al recupero degli interventi. Stiamo studiando come individuare le risorse da destinare alla messa sicurezza. Le soluzioni ipotizzate sono diverse, una di queste potrebbe essere l'istituzione di un fondo di rotazione, da finanziare con risorse comunitarie, e nazionali, qualora fossero disponibili». La parlamentare del M5S Claudia La Rocca ha anche predisposto un disegno di legge regione sul fascicolo del fabbricato, per consentire alla amministrazione di procedere alla mappatura degli edifici presenti nel territorio comunale.  All'audizione erano presenti, tra gli altri, anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e gli assessori Agata Bazzi e Tullio Giuffrè, il dirigente generale dipartimento regionale protezione civile Calogero Foti.

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