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Un'oasi a Palermo per famiglie e disabili: il video dell'inaugurazione

Ci sono giovani che tolgono erbacce e provano a ridare forma a terreni e giardini abbandonati da troppo tempo. Ma basta guardare oltre quei cumuli di ramaglie per qualche secondo e, come per incanto, sembrano apparire campi da tennis e piante officinali, tavoli da ping pong e vialetti ben curati. Un sogno per gli spazi esterni del Don Bosco Sampolo, che potrebbero tornare a vivere e aprirsi ai cittadini con problemi di disabilità e anziani.

C'è poco o nulla in città per chi vive in carrozzina,  per chi non vede e per chi ha gravi problemi cognitivi. Un cartello di associazioni sta provando a immaginare un'opportunità nuova, in piena zona residenziale, a due passi da via Sampolo e via Autonomia siciliana, in quello che fu uno dei poli di formazione e istruzione salesiana in città.

I cancelli di via Piraino Leto, la strada che costeggia la linea ferrata, sono stati aperti ieri, per mostrare il potenziale che questi spazi aperti rappresentano per il quartiere Montepellegrino e per l’intera città.

L’idea è quella di farne un’oasi inclusiva per la famiglia e la comunità. L’hanno partorita alcune
associazioni ed enti impegnati nel sociale: la cooperativa La Panormitana, braccio operativo della Caritas diocesana, il Servizio di pastorale disabili, l’ufficio diocesano di pastorale dei Problemi sociali e il lavoro, l’associazione A braccia aperte di ispirazione salesiana, Progetto Sicilia di Capodarco , le associazioni You Dive e Moto perpetuo si stanno impegnando nella realizzazione di un’area che vorrebbero ribattezzare “Sampoloasi”.

«Vogliamo che il “Sampoloasi” ritorni ad essere un luogo di promozione culturale, sociale e sportiva – affermano gli enti coinvolti - Un luogo inclusivo, dove potere valorizzare le abilità di tutti, in particolare delle persone con disabilità. Un’oasi dove le tante persone che sperimentano la solitudine possano trovare un ambiente accogliente e familiare. Dove i bambini possano venire a giocare, mentre i genitori si rilassano un po’ in questo prezioso verde a due passi da palazzoni, cemento e traffico. Dove i giovani, che spesso non hanno un luogo dove studiare o riunirsi, possano incontrarsi, ma aperto anche a tutte quelle persone “diversamente giovani” che saranno certamente un dono prezioso per
tutti».

Le condizioni in cui versano terreni e campetti necessitano di interventi. Così come i locali bassi, che potrebbero accogliere attività al coperto. Non ci sono fondi a disposizione, ma tanta buona volontà.

«Nella struttura che i padri salesiani hanno deciso di mettere a disposizione della città, desideriamo, in una prima fase, realizzare un campo sportivo polivalente e accessibile, un caffè letterario con spazi aggregativi, un giardino sensoriale e un orto sociale, accessibile a chi si trova in carrozzina» indica vialetti, cortili, campi incolti Nino Cuti, diacono permanente dell’arcidiocesi di Palermo, da poco tempo assistente spirituale della pastorale per i disabili, con una lunghissima esperienza in campo sportivo agonistico.

«Abbiamo parlato con il Comitato paralimpico e con le varie federazioni, sono tutti entusiasti, disponibili a darci una mano, a organizzare corsi gratuiti per i disabili» dice.

Una volta ripuliti gli spazi e tinteggiate le pareti del salone, serviranno tavoli, sedie, ombrelloni, scaffalature, libri, giochi di società, ma soprattutto volontari disponibili a realizzare questo progetto a partire da settembre prossimo.

 

© Riproduzione riservata

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